Omicidio Pomarelli

Tavolo sulla violenza alle donne, lettera di Debora alla sorella Elisa: “Non dobbiamo dimenticare”

22 novembre 2019

“Nessuno deve dimenticare cos’è successo, Massimo è entrato nella nostra vita tre anni fa, in un momento in cui tu ti sentivi sola e smarrita. Per te era solo un amico e glielo avevi detto e ribadito più volte. Lui non è mai stato violento con le parole ma solo oggi mi rendo conto che con i gesti sì”.

Sono solo alcuni dei passaggi di una toccante lettera che Debora Pomarelli, sorella di Elisa, uccisa il 25 agosto scorso da Massimo Sebastiani, ha letto oggi in Provincia in occasione del tavolo contro la violenza sulle donne che ha visto riunirsi, all’interno dell’ente di via Garibaldi, tutte le istituzioni piacentine e le associazioni che operano in primo piano per aiutare le donne. Presenti anche i genitori di Elisa. Debora ha scritto una lettera alla sorella ricordando “quanto fosse timida ma allo stesso tempo generosa e sempre disponibile ad aiutare gli altri”.

Debora ha parlato del carattere di Massimo: “Era un uomo anticonformista ma sempre dolce e affettuoso. Ora so che dietro quella maschera si nascondeva altro e mi sento in colpa per non averti protetta ma come si fa a distinguere tra gelosia e violenza? Proverò ad essere coraggiosa per vivere quel tempo che a te non è stato concesso e spero di trovarti in cielo tra le stelle più luminose”. Una lettera che ha profondamente commosso tutti i presenti intervenuti proprio per ribadire il messaggio rivolto alle donne: “Affidatevi a noi perché siamo qui pronti all’ascolto, all’accoglienza e all’aiuto vero” – ha sottolineato anche il presidente della provincia Patrizia Barbieri. L’incontro, organizzato dalla presidente del Tavolo Valentina Stragliati e moderato dalla giornalista di Libertà Elisa Malacalza, ha rappresentato l’occasione per consegnare un documento contenente proposte concrete al senatore della Lega Pietro Pisani, da consegnare al Governo. Secondo la commissione d’inchiesta alla Camera, nel 2018 Piacenza era la prima città in Emilia-Romagna per femminicidi. Da gennaio ad oggi sono stati tre i femminicidi nella nostra provincia. Si è registrata almeno una violenza al giorno “anche se c’è ancora tanto da fare sul sommerso perché anche se le denunce sono aumentate le donne hanno ancora paura a chiedere aiuto” -ha sottolineato Donatella Scardi del Telefono Rosa. Il tavolo provinciale è operativo dal 2011 e si pone l’obiettivo di prevenire e contrastare le condotte violente.

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