Il piacentino Ghinellini in Cina con la famiglia: “Siamo in gabbia”

04 Febbraio 2020

“Sembra di essere in tempo di guerra. Siamo chiusi in casa da una decina di giorni. Mangiamo le scorte di cibo messe da parte prima dello scoppio dell’emergenza”.
Il piacentino Massimo Ghinellini, residente a Shangai, non si capacita della situazione che sta vivendo insieme alla moglie e alla figlia di quattro anni: così come il resto della popolazione cinese, infatti, la famiglia è barricata fra le mura domestiche al riparo dall’epidemia di Coronavirus che continua a mietere vittime nel Paese del Dragone. “Nonostante la distanza da Wuhan – spiega Ghinellini, impiegato in una ditta di valvole per il petrolio – stiamo attraversando una sorta di quarantena preventiva. Le uniche persone che girano per la strada sono i rider che consegnano il cibo a domicilio. Anche noi, ogni tanto, ordiniamo qualcosa online. Durante il giorno, facciamo di tutto per arrivare a sera chiacchierando o giocando alla Playstation. Si vive come in una gabbia. L’auspicio è che entro una settimana possa tornare tutto alla normalità”.
Ghinellini non ha comunque intenzione di tornare in Italia: “Voglio restare in Cina. Le strutture sanitarie stanno guarendo un centinaio di persone al giorno. Si spera nel veloce ritorno alla normalità. Non c’è una situazione di panico, bensì di forte apprensione”.

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