Alle Novate i detenuti diventano coltivatori, apicoltori e falegnami

12 Febbraio 2020

Fragole, verdure, miele, oggetti di legno e altri accessori artigianali. Tutti questi prodotti sono stati realizzati dietro alle sbarre della casa circondariale di Piacenza, dove in questi mesi la cooperativa sociale Orto Botanico ha coinvolto una decina di detenuti in vere e proprie attività lavorative. Il progetto è stato raccontato nel convegno “Il carcere che produce” organizzato nell’auditorium di Santa Maria della Pace in via Scalabrini. Dopo i saluti di autorità e istituzioni locali, l’evento ha visto gli interventi di altre cooperative sociali attive nei carceri di Bergamo, Cremona, Venezia e Torino con progetti simili di laboratori occupazionali nei luoghi di detenzione. “A Piacenza questo percorso verrà presto ampliato con il coinvolgimento di altri reclusi – ha annunciato Consuelo Sartori dell’Orto Botanico – perché abbiamo riscontrato effetti davvero positivi in termini di rieducazione e reinserimento nella società”.

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