Celebrazioni pasquali, dal vescovo le indicazioni per viverle nella comunione

31 Marzo 2020

“Viene il giorno, il tuo giorno, in cui tutto rifiorisce;
rallegriamoci in esso, per esso siamo stati riportati alla grazia”.

E’ con un versetto preso dall’inno quaresimale delle Lodi “Iam, Christe, Sol iustitiae”, come viene cantato nei monasteri, che il vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Gianni Ambrosio, si rivolge al popolo dei fedeli per annunciare le celebrazioni pasquali.

“Senza questa fiduciosa speranza, nella triste e dolorosa circostanza che stiamo vivendo, non riusciamo ad affrontare le nostre ansie e paure, a partecipare con la preghiera alle sofferenze di tanti malati, negli ospedali e nelle case, a piangere con chi piange, a portare un poco di conforto e di consolazione con una parola, un gesto di carità, a condividere con ammirazione, gratitudine e preghiera le fatiche di coloro che vivono “in prima linea”, in particolare gli operatori del mondo sanitario, per la loro dedizione e testimonianza” scrive Ambrosio nell’introduzione alla lunga lettera – rivolta a presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati, e ai fedeli tutti – con la quale dà le indicazioni per vivere i giorni della Settimana santa e in particolare del Triduo Pasquale nella comunione (“koinonía”) dello Spirito Santo “che ci assicura la partecipazione alla vita divina non solo singolarmente ma anche in modo comunitario – prosegue Ambrosio -, esprimendo nello stesso tempo il legame con il vescovo e con il presbiterio delle nostre comunità pastorali, e il legame “domestico” della famiglia come pure il legame fraterno con chi è ammalato e solo”.

“Ricordiamo i defunti, in particolare i nostri preti – conclude il vescovo -. Riconosciamoci capaci di ascoltare il grido di dolore di tanti fratelli e sorelle ammalati che in questi giorni stanno combattendo contro questa epidemia, ed anche quello di coloro che hanno perduto i loro cari e cercano consolazione e conforto”.

Disposizioni della diocesi per la Settimana Santa e la Santa Pasqua 2020

 

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