“Mai avrei pensato di rivivere il silenzio della guerra”. La lettera di Lidia, 85 anni

07 Aprile 2020

Il silenzio è tornato. Quello che Lidia Silva, 85 anni, percepiva sulle strade martoriate dalla guerra. Quello che oggi pervade la nostra vita quotidiana segnata dall’emergenza Coronavirus. Il silenzio fa rumore, nella memoria di Lidia ancora di più: “Mi nascondevo sottoterra con i miei genitori per sfuggire alle esplosioni. Mai avrei pensato di rivivere quei momenti, seppur in modo diverso”. La pensionata piacentina l’ha raccontato in una lettera scritta di proprio pugno, con la grafia tremolante ma impeccabile di una generazione – quella degli over 80 – che il maledetto Covid-19 sta divorando giorno dopo giorno, contagio dopo contagio, bollettino dopo bollettino.

L’anziana si protegge, rimane in casa: “È giusto!”. Non è facile, certo. Ma nel congelatore ha tante bontà, tra cui i gnocchi preparati lo scorso inverno. I parenti poi la aiutano e restano in contatto con lei: “Mia nuora ha trovato un supermercato che mi porta la spesa a casa”. E ci sono pure i volontari della Croce Rossa – gli angeli in divisa rossa – su cui può sempre contare: a loro infatti ha consegnato un commovente messaggio di ringraziamento, chiedendo di renderlo pubblico sui mezzi d’informazione. Ecco di seguito la lettera firmata da Lidia Silva.

Vorrei ringraziare i gentilissimi volontari della Croce Rossa di Piacenza che mi hanno portato a casa le medicine. Mi chiamo Lidia Silva, sono una signora di 85 anni. Quando nel 1945 finì la guerra avevo undici anni: ricordo i miei genitori e i miei fratelli, con loro andavamo a nasconderci nel rifugio sottoterra quando sentivamo arrivare gli aerei. Finite le esplosioni c’era il silenzio. Dopo un po’ potevamo uscire. Mai avrei pensato di rivivere quei momenti, seppur in modo diverso. In televisione e sui giornali da settimane le autorità ci chiedono di restare a casa. Giusto! Io ho un po’ di scorte di carne, anolini, pisarei e gnocchi preparati questo inverno. Mia nuora poi ha trovato un supermercato che mi porta la spesa a casa. Purtroppo però avevo finito la cardioaspirina: su Libertà ho letto il numero da contattare per il “pronto farmaco” e, grazie alla Croce Rossa, ho ricevuto la medicina. È un servizio prezioso.

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