Emergenza

Il sindaco Patrizia Barbieri: “Il governo chiarisca Fase 2. Scuola e famiglie: silenzio assordante”

27 aprile 2020

Risposte precise dalla sanità sull’epidemia a Piacenza e chiarimenti dal governo sulla Fase 2. E’ quanto chiede il sindaco e presidente della Provincia di Piacenza Patrizia Barbieri nel post pubblicato su Facebook nel tardo pomeriggio di lunedì 27 aprile dopo la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte dedicata alla Fase 2 dopo il lockdown. “Piacenza merita un trattamento diverso rispetto al resto del Paese, con maggiori aiuti economici e un più alto livello di attenzione” ha scritto il sindaco che chiede di conoscere le linee guida precise per la riapertura delle attività e parla di “silenzio assordante su scuola e famiglia”.

Ecco il contenuto del post pubblicato da Patrizia Barbieri su Facebook:

“Ritengo che ad oltre due mesi dall’inizio dell’emergenza Covid sia necessario aver ben chiaro cosa è accaduto nella fase 1 e cosa dobbiamo aspettarci nella fase 2.
Per chiudere la “fase 1” occorre che la sanità ci fornisca risposte precise e puntuali sulla corretta lettura dei dati (contagi, decessi, numero dei positivi ancora alti nel nostro territorio) e su come si intenda effettuare uno screening della popolazione, perché dobbiamo assolutamente scongiurare il rischio di un secondo lockdown che sarebbe una catastrofe sotto ogni punto di vista. Mentre per quanto concerne la ”fase 2” il Governo deve fornire quanto prima tutti i chiarimenti attesi, perché non è pensabile tenere tante persone in uno stato di totale incertezza, e questo sia per quanto riguarda le misure di sicurezza necessarie per la salute, sia con riguardo ai contributi necessari per il futuro economico della nostra provincia. Torno a chiarire che sia in quanto sindaco di Piacenza, sia in qualità di presidente della Provincia, i miei poteri sono limitati. Possiamo operare scelte sulla base delle decisioni che il Governo nazionale e la Regione Emilia-Romagna stanno prendendo. Cerchiamo di muoverci con anticipo, proprio per non perdere tempo prezioso, e cerchiamo di far sentire le nostre ragioni nelle sedi opportune, perché sia riconosciuto che Piacenza merita un trattamento diverso rispetto al resto del Paese, con maggiori aiuti economici e un più alto livello di attenzione.
Dovremo abituarci a convivere con il virus. Ma ciò non giustifica il silenzio assordante su scuola e famiglie. Quali strumenti intende utilizzare il governo? Quali sono le linee guida precise a cui certe attività dovranno attenersi per poter riaprire? Per esempio come potranno operare i bar e ristoranti? Perché parrucchieri ed estetisti dovrebbero stare fermi ancora oltre un mese? Ci sono interi settori che stanno morendo e le indicazioni del dpcm non danno né tranquillità, né risposte.
Tutti comprendiamo l’importanza di una ripartenza graduale – soprattutto da noi dove è necessaria la massima prudenza vista la gravità della situazione – ma occorre che la ripartenza sia garantita a tutti”.

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