Indagine case di cura, acquisiti documenti sui primi giorni dell’epidemia

08 Maggio 2020

Le indagini della procura sulla casa di Cura Piacenza e sulla clinica Sant’Antonino si stanno concentrando sulla documentazione relativa ai primi giorni in cui si è verificata la pandemia. L’inchiesta era partita in seguito a resoconti giornalistici che avevano chiamato in causa due cliniche private di Piacenza sulla base di alcune testimonianze; in particolare aveva suscitato clamore all’inizio di aprile la testimonianza di un’operatrice sanitaria che a Report (trasmissione di Rai 3) aveva dichiarato, in forma anonima, di un paziente portato via dalla Casa di cura Piacenza in biocontenimento. Un trasferimento di un paziente che sarebbe stato positivo al Coronavirus prima che si venisse a conoscenza del Paziente uno di Codogno.

Per questi fatti è stato aperto un fascicolo d’inchiesta per “atti relativi”. Da quanto si è appreso non vi sono iscritti nel registro degli indagati e non vi sono stati esposti da parte dei familiari di pazienti ricoverati in queste strutture sanitarie. I documenti che sono stati acquisti sono al momento al vaglio della squadra mobile della polizia e dei carabinieri dei Nas (nuclei antisofisticazione) di Parma coordinati dal sostituto procuratore Antonio Colonna.

In base a quanto riferito da un’infermiera alla trasmissione televisiva, dopo il trasporto in biocontenimento sarebbero rimasti a casa in malattia almeno 150 dipendenti della stessa struttura. Ovviamente non è stato possibile stabilire quanti di questi fossero positivi.

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