Appello al rispetto delle norme

Celebrazioni in chiesa da lunedì 18 maggio, il vescovo esorta i sacerdoti: “Prudenza responsabile”

14 maggio 2020

Il popolo dei fedeli si sta preparando a tornare alle celebrazioni in chiesa, previsto per lunedì 18 maggio, e la diocesi, in osservanza alle disposizioni ministeriali, ha predisposto un documento indirizzato ai parroci per far sì che le messe possano riprendere nella massima sicurezza possibile, contando anche sul senso di responsabilità di ciascuno.

“Possiamo tornare a celebrare la santa Messa alla domenica e nei giorni feriali con il popolo, sapendo però che il Covid 19 non conosce le varie fasi dei decreti governativi – scrive il vescovo Gianni Ambrosio in una lettera inviata a tutti i sacerdoti e ai diaconi -. Non sono finiti i decessi nella nostra realtà piacentina, non è svanita la paura del contagio ma è presente nel cuore di tutti. Sappiamo che per ora non esiste una cura sicura, esiste solo una prudenza responsabile da parte di tutti: ciò comporta restrizioni, limitazioni, distanziamento sociale per tutelare la vita e la salute”.

Monsignor Ambrosio fa appello al rispetto delle norme: “E fondamentale, vale per tutti e in particolare per il parroco, responsabile legale della parrocchia, e quindi anche della sicurezza”, ricordando poi alcuni aspetti fondamentali e che “le restrizioni sono ancora più necessarie nel nostro territorio, a causa del numero elevato di contagi e di decessi”.

Il vescovo invia poi una esortazione ai sacerdoti “So che avete avuto uno sguardo attento verso chi è più in difficoltà, chi ha perso un familiare, chi è malato, chi ha perso il lavoro, chi è caduto in povertà e difficoltà economiche. Il Signore che vede nel segreto vi ricompenserà. Questo tempo ci chiama a
lavorare per il ‘bene comune’ nella sua integralità, a favorire la comunione, ad essere solidali e generosi. Ci sospinge ad ascoltare la voce dello Spirito e a riflettere insieme alla luce della fede e in spirito di comunione per rileggere questi due lunghi mesi che abbiamo vissuto”.

LA LETTERA DEL VESCOVO AI PRESBITERI

 

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