Rientro dallo smart working, il Comune di Piacenza acquista 25 termoscanner

14 Maggio 2020

Il Comune compra 25 termoscanner per misurare la febbre a dipendenti e utenti. L’emergenza Covid ci ha di fatto imposto ad avere dimestichezza con i dispositivi di protezione individuale e con le strumentazioni tecnico-mediche. E’ il caso delle mascherine, dei camici o dei saturimetri (questi ultimi consentono di misurare la percentuale di ossigeno nel sangue). All’appello adesso non mancano i termoscanner o scanner termici. Sono gli strumenti per la misurazione in tempo reale della temperatura umana, servono cioè a individuare le persone che hanno la febbre (primo sintomo del Covid 19). In queste settimane si vedono, ad esempio, in alcuni supermercati per la misurazione della febbre dei clienti, ma anche diverse aziende private si sono dotate di tali strumenti per i dipendenti. Ora lo sta facendo anche il Comune di Piacenza. Con una determina pubblicata l’altro giorno all’albo pretorio, infatti, il servizio Risorse economiche di Palazzo Mercanti ha approvato l’acquisto di 25 termometri digitali a infrarossi per uffici e servizi comunali. Il costo è di 2.135 euro (iva inclusa). Una dotazione necessaria per rispondere – si legge nell’atto – al “Protocollo Condiviso di Regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid–19 negli ambienti di lavoro” cui il Comune si è adeguato. L’acquisto dei termoscanner è soprattutto in previsione del ritorno al lavoro in sede di molti dipendenti comunali. Oggi, infatti, la stragrande maggioranza di loro lavora in smartworking.

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