In Duomo 150 sacerdoti. “Quanta generosità durante la pandemia”

28 Maggio 2020

La prima celebrazione diocesana dopo il periodo di distanziamento è stata la messa del Crisma, celebrata in Duomo a Piacenza dal vescovo monsignor Gianni Ambrosio alla presenza di circa 150 tra sacerdoti e diaconi. La celebrazione era in programma il 9 aprile, giovedì santo, ma a causa delle limitazioni dovute alla pandemia, è stata destinata alla prima data consentita.

Nell’omelia Ambrosio ha ricordato i giorni più drammatici dell’epidemia che ha colpito duramente il nostro territorio ricordando le parole di papa Francesco in piazza San Pietro: “È stato senz’altro il momento più alto di questo tempo drammatico, il momento più eloquente sia per le parole accorate di Francesco sia per il silenzio di quella immensa piazza deserta, battuta dalla pioggia. “Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città”, ha detto il Papa. Il buio si è impadronito “delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante”. Ci si è “ritrovati impauriti e smarriti”. Tuttavia “ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, fragili e disorientati”, allo stesso tempo “importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme. Nella preghiera di Francesco che implora Dio di “non lasciarci in balia della tempesta”, vi è l’invocazione di tutta l’umanità.

Monsignor Ambrosio ha sottolineato l’impegno di medici agli infermieri, volontari, genitori nelle famiglie e a tutte le persone che si sono prodigate: “quanta dedizione, quanti sacrifici, quanta generosità! Anche noi, preti e diaconi, non ci siamo tirati indietro, anzi, abbiamo ascoltato le sofferenze di tanti, abbiamo lavorato per venire incontro e dare una mano”.

“Guardando avanti – ha aggiunto Ambrosio –  mi sembra di poter dire con certezza che la cosiddetta ripresa non possa avvenire senza una fede vera, concreata, vitale, una fede senza compromessi che lascia da parte la corruzione della mondanità. In una delle omelie di questi ultimi giorni (16 maggio 2020), Papa Francesco ha detto che Gesù prega “perché il Padre ci difenda da questa cultura della mondanità. È una cultura dell’usa e getta”, secondo la convenienza, “è una cultura senza fedeltà, “un modo di vivere anche di tanti che si dicono cristiani. Sono cristiani ma sono mondani”: sono parole di Francesco che valgono per ogni cristiano, cioè per tutti noi, senza differenze, se la nostra coscienza non è plasmata dall’incontro con il Signore paziente e sofferente, morto e risorto”.

L’omelia del vescovo Gianni Ambrosio – Celebrazione eucaristica del Crisma

 

 

 

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