Mattarella ai maturandi del Colombini: “Siate cittadini attivi e solidali”

15 Giugno 2020

Ai maturandi del liceo Colombini di Piacenza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dedicato un augurio speciale. Quello a essere “cittadini attivi, maturi e solidali”. Attraverso una nota ufficiale del suo ufficio di segreteria, il capo dello Stato si è rivolto così agli studenti dell’istituto di via Beverora, commentando una lettera inviata dal docente piacentino Fabio Polledri alle classi quinte.

Nei giorni scorsi, infatti, il prof ha diffuso un messaggio a cuore aperto a tutti i maturandi del Colombini. E lo ha trasmesso anche al Quirinale, ricevendo in risposta il plauso del presidente Mattarella. “Cari ragazzi di quinta, vi avrei voluto salutare ben diversamente, ma lo faccio nell’unico modo possibile al giorno d’oggi – scrive Polledri agli studenti -. La maturità può sembrare un rito solo se visto con gli occhi (magari un po’ stanchi) dei grandi. Per chi la deve affrontare il discorso è molto diverso. La prima cosa che vi vorrei dire è di non dare troppo peso alle difficoltà del presente, a questi ultimi mesi, assai tribolati, di scuola. Sono cinque anni, in fondo, che vi preparate per questo esame. Anzi, ben di più, perché nessuno si deve dimenticare di quanto le maestre delle elementari e i professori delle medie hanno fatto per voi e con voi. Ogni “esperienza” contiene in sé una prova”.

In un altro passaggio della sua lettera, il docente piacentino invita i giovani a non demoralizzarsi: “Questo terribile anno di pandemia ha messo a dura prova tutti noi e le vostre famiglie. L’esperienza collettiva e individuale del pericolo, la paura del male, il distanziamento sociale hanno rivoluzionato la vita di tutti e hanno dato anche a voi la misura della precarietà che ci può colpire. Ciononostante, v’incoraggio a guardare avanti, al salto che vi attende, a fare progetti, a dar prova di voi, delle vostre capacità e del vostro coraggio, a dire e far sapere che potrete essere d’aiuto agli altri, che anche noi adulti che vi esamineremo possiamo riporre in voi la nostra fiducia nel futuro. […] Vedete l’esame di Stato, in un anno così particolare, come un appuntamento con il vostro futuro. Il futuro vi chiama e vi chiede di presentarvi, in maniera ufficiale, per quello che siete in primis, e per quello che avete imparato. […] Abbiamo davanti a noi un tempo straordinariamente complesso, pieno di sfide: la sfida ambientale, la necessità di trovare nuovi modelli di sviluppo, la convivenza in società sempre più aperte. Per non parlare del conto da pagare che lascerà questa pandemia: le difficoltà economiche che sono già sotto i nostri occhi faranno sentire a lungo – temo – le loro conseguenze. Bisognerà davvero rimettere in moto questo nostro Paese negli anni a venire. Come insegnante – conclude il prof Polledri – voglio credere in voi. Ho bisogno di credere in voi, di pensare che voi ragazzi che abbiamo accompagnato in questi anni, sarete in grado di affrontare con maturità le grandi sfide che abbiamo davanti”.

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