Scuola “Giovanni Paolo II”, alunni decuplicati in cinque anni. “Servono spazi nuovi”

15 Giugno 2020

Il problema degli spazi che possano garantire il necessario distanziamento tra alunni rischia di diventare uno degli aspetti più complicati in vista del nuovo anno scolastico per tanti istituti scolastici. Non fa eccezione la scuola parentale “Giovanni Paolo II” che, dal 2016, anno di fondazione, ad oggi, ha visto decuplicare il numero degli studenti. Sono quasi novanta i bambini che compongono le classi di primaria e secondaria, dislocate nelle sedi di via Torta e nei locali messi a disposizione dalla parrocchia della Santissima Trinità.

“Siamo alla ricerca di una struttura in locazione che possa garantire la qualità della formazione che stiamo fornendo alle famiglie – ha spiegato il dirigente Carlo Dionedi, ex professore di francese del Romagnosi ora in pensione -. Da mesi stiamo affrontando questa criticità e le norme anti-contagio hanno acuito ancor di più il problema. Il nostro appello è rivolto a chiunque sia proprietario di un immobile che possa essere idoneo o comunque adeguato alle nostre esigenze didattiche”.

Come detto, sempre più numerose le famiglie che scelgono la proposta didattica della “Giovanni Paolo II”: tutto è fondato sulle rette e sul volontariato, con i genitori che non solo, in alcuni casi, sono insegnanti, ma si occupano di tutti gli ambiti legati alla gestione dei servizi legati all’attività.

“Si è creato un rapporto di fiducia con le famiglie rappresenta la nostra vera forza – ha spiegato ancora Dionedi -: la qualità della formazione è garantita dall’esame finale che ogni studente sostiene presso istituti statali e che verte sull’intera programmazione affrontata nel corso dell’anno scolastico”.

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