Nel 2016

“Montella mi ha minacciato e aggredito”: un’altra denuncia per l’appuntato

2 agosto 2020


Risale all’estate 2016 un’altra aggressione che avrebbe come protagonista l’appuntato Giuseppe Montella, considerato il leader dei carabinieri “infedeli” della caserma Levante, finiti in carcere con accuse, a vario titolo, come spaccio di droga, estorsione e torture. Dopo l’arresto dei militari della caserma di via Caccialupo, sono emersi episodi non raccontati all’epoca dei fatti per paura da parte delle presunte vittime, come un artigiano piacentino che ha raccontato di aver subito un tentativo di estorsione, da parte della compagna di Montella e l’aggressione ad opera del carabiniere.

In base al racconto del piacentino al quotidiano Liberta’, la 37enne aveva un debito di 20mila euro nei suoi confronti per alcuni lavori svolti e voleva che l’uomo firmasse un documento nel quale rinunciava a quasi tutto il denaro. Al rifiuto dell’artigiano, la donna iniziò a urlare accusandolo di averle messo le mani al collo e chiamò i carabinieri. Sul posto arrivò una pattuglia e subito dopo l’appuntato Montella che si scagliò contro l’artigiano. Quando l’uomo cercò di sporgere denuncia, i carabinieri gli consigliarono di lasciar perdere.

La querela è stata depositata dall’avvocato Stefano Germini del Foro di Reggio Emilia. Le accuse sono tentata estorsione, percosse, minacce, abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. “I fatti sono molto gravi, confidiamo nella magistratura” ha dichiarato il legale. Un altro caso sul quale dovrà far luce la procura.

 

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categorie: Cronaca Piacenza

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