Sindacati pensionati: “Criticità, alziamo le difese nelle Cra e nelle Rsa”

24 Ottobre 2020

Una lettera importante e all’insegna della plausibile preoccupazione, è partita questa mattina, 23 ottobre, dalle sedi dei sindacati dei pensionati di Piacenza. Destinatari: i vertici delle Asp, dei centri residenziali per anziani (CRA) e dei centri sociosanitari che ospitano anziani e disabili (RSA). I sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, che sul territorio contano circa 29mila iscritti, hanno inviato una richiesta di incontro alle strutture residenziali sociosanitarie della provincia di Piacenza, per fare il punto sull’emergenza sanitaria di cui il nostro territorio è, purtroppo, ancora vittima.

La missiva, a firma dei segretari Luigino Baldini, Aldo Baldini e Pasquale Negro arriva dopo una serie di confronti interni alla categoria, con riunioni che hanno avuto l’obiettivo, nei limiti delle informazioni in possesso dei sindacati, di scattare una fotografia della situazione nelle strutture che ospitano utenti fragili, autosufficienti o meno, ossia in particolare anziani e disabili ospiti delle strutture.

“Siamo fortemente preoccupati per la seconda ondata e stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere fare per impedire che la storia a Piacenza si ripeta rispetto ai terribili mesi della scorsa primavera, con un impatto impressionante sulle strutture che ospitano anziani non autosufficienti e portatori di patologie croniche degenerative. L’incontro urgente che chiediamo alle strutture sociosanitarie che accolgono anziani – spiegano i segretari Spi, Fnp e Uilp della provincia di Piacenza – ha l’obiettivo di supportare strutture e ospiti, per esaminare insieme le difficoltà che gli Enti stanno attraversando e per portare sul tavolo richieste e soluzioni che le organizzazioni sindacali dei pensionati potranno proporre ai Comuni, all’Ausl di Piacenza e ai distretti socio-sanitari”.

“Una conseguenza dell’aumento dei contagi è che il virus allunghi i suoi effetti nelle strutture residenziali per anziani e disabili – concludono i pensionati piacentini – le stesse che nella nostra Regione hanno dovuto contare poco meno di 1.500 morti. Una serie di criticità sono emerse nei mesi scorsi e la verifica e l’implementazione della formazione sanitaria e degli organici, l’insufficienza presenza del personale prettamente sanitario nelle strutture, le difficoltà logistiche in caso di isolamenti e la scarsa dotazione di strumenti adatti a garantire la relazione ospiti-famigliari sono questioni già rese pubbliche dai sindacati pensionati. La tutela della dignità della vita degli ospiti anziani nelle strutture, anche in situazioni anomale di emergenza, è una linea di confine che non possiamo permettere che venga superata”.

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