Emergenza Covid

Bonaccini: “Pronto a provvedimenti sui centri commerciali se Patrizia Barbieri li chiede”

28 ottobre 2020

“Ho dato alla presidente della Provincia di Piacenza Patrizia Barbieri la mia disponibilità ad assumere eventuali provvedimenti sui centri commerciali, qualora venga avanzata dal territorio questa proposta”.
Lo ha detto, parlando in consiglio regionale, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
In fase di stesura del Dpcm, ricorda Bonaccini, il tema dei centri commerciali era stata posta all’attenzione del governo, perché,”in autunno vi si riversa un’enorme quantità di persone che, anche volendo, faticano ad adottare il distanziamento. Il mio timore era e rimane quello che, a fronte di un provvedimento di chiusura già varato dalla Lombardia, possano riversarsi nei territori di confine cittadini dei comuni lombardi, sovraccaricando ulteriormente questi centri. Analoga preoccupazione è stata espressa dagli amministratori locali piacentini, non essendo prevista alcuna norma che limiti gli spostamenti tra territori”.

A tal proposito il sindaco Patrizia Barbieri ha fatto sapere di essere in costante contatto con la Regione e di aver richiesto di una relazione all’Azienda sanitaria di Piacenza sulla situazione epidemiologica per valutare, dati alla mano, l’opportunità di prendere o meno il provvedimento di chiusura dei centri commerciali per ragioni di sanità pubblica.

Bonaccini ha poi aggiunto: “Ora che il Governo ha fissato nel decreto il proprio ambito di intervento, riunirò nuovamente e tempestivamente associazioni d’impresa e amministratori locali, per concordare, anche attraverso il confronto con i gruppi consigliari, misure di sostegno per le quali intendiamo destinare da subito 10 milioni di euro come Regione. Penso ai pubblici esercizi, ai gestori di palestre e piscine, alle attività di promozione sociale del Terzo settore, e ad altre categorie che già da mesi erano in una sospensione di fatto. Penso alla cultura e alle persone per cui l’attività culturale costituisce anche un lavoro, una professione”, ha spiegato riferendosi ai provvedimenti anti-contagio del decreto governativo che ha colpito soprattutto queste categorie.

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