“I ragazzi Covid19”: l’amicizia nata all’ospedale da campo

28 Ottobre 2020

La debolezza c’è ancora nonostante siano passati sei mesi dal giorno di dimissione dall’ospedale. Fabio Perotti, piacentino di 55 anni, era risultato positivo al Covid nel marzo scorso e dopo 20 giorni al nosocomio di Castel San Giovanni era stato trasferito all’ospedale da campo allestito all’ex Arsenale in via XXIV Maggio per curare i pazienti di bassa-media gravità. Venti giorni trascorsi insieme ad altri malati che stavano cercando di superare la subdola malattia. La paura ha caratterizzato quei giorni ma quando ne parla, la voce di Fabio lascia trasparire l’emozione perché da quell’esperienza è nata un’amicizia profonda con altri pazienti e con i militari dai quali sono stati curati.

Gli ex pazienti ora si ritrovano in centro a Piacenza per bere un caffè, chiacchierare e stare insieme. Si mettono d’accordo su un gruppo WhatsApp che hanno ironicamente chiamato “I ragazzi Covid 19”. Sorride Fabio pensando a quel nome “C’era anche un uomo di 85 anni che è guarito, noi ci sentiamo ragazzi”. A creare il gruppo è stato un paziente che aveva festeggiato il compleanno nell’ospedale da campo; a portare una torta a sorpresa era stato il personale sanitario militare.
“Dal Covid è nata un’amicizia – commenta Fabio Perotti – in quel periodo avevamo paura, non sapevamo cosa ci poteva succedere e stavamo male ma i militari ci hanno curati come dei bambini e, al di là della sofferenza, è stata un’esperienza memorabile”.
Ora che il Paese è travolto dalla seconda ondata, molte persone sono ancora alle prese con i postumi della malattia. “Noi ci chiediamo se possiamo riprenderlo – aggiunge Perotti -. Siamo i primi a portare la mascherina e a rispettare le regole, purtroppo vediamo che molti non lo fanno. Probabilmente non hanno capito cos’è questa malattia”.

 

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