Prof in aula, ragazzi a casa: la didattica a distanza divide gli insegnanti

06 Novembre 2020

Studenti a casa e professori in aula: il risultato? “Gli istituti sono costretti a riscaldare comunque gli edifici, causando un enorme spreco energetico”. A inquadrare una parte del problema – a detta sua – è Marisa Cogliati, docente del liceo Gioia di Piacenza. Che definisce kafkiana la situazione attuale: “In seguito alle nuove limitazioni anti-Covid – spiega – il premier Conte parla di didattica a distanza al cento percento nelle scuole superiori, mentre il decreto prevede la didattica digitale integrata, ovvero gli insegnanti in classe e una parte degli allievi in collegamento remoto. In questo modo, si obbligano tutti i docenti a raggiungere i plessi scolastici per connettersi col computer insieme ai loro alunni, generando un forte spreco energetico e un inquinamento immotivato a causa della necessità di riscaldare i locali mezzi vuoti”.

Altri insegnanti, invece, preferiscono non lavorare da casa, ma andare in aula per utilizzare le attrezzature e la connessione internet della scuola. C’è poi una necessità da non perdere di vista: “Tutti gli studenti con fragilità e bisogni specifici, come i disturbi dell’apprendimento o la disabilità – interviene la professoressa Antonia Sassi del liceo Gioia – hanno il diritto di entrare in classe con i propri insegnanti. Ecco perché la presenza a scuola del corpo docenti è importante, nonostante i locali mezzi vuoti”.

I sindacati chiedono più chiarezza alle istituzioni: “La scuola sta diventando un nonluogo – commenta Giovanni Zavattoni (Flc Cgil di Piacenza) – ci sono professori che si siedono in cattedra davanti a banchi vuoti, in collegamento a distanza con gli studenti nelle loro abitazioni. Che senso ha? Perché questa imposizione? È una condizione di lavoro paradossale. Certo, bisogna comunque garantire il diritto di utilizzare le strumentazioni scolastiche agli insegnanti che ne fanno richiesta. Ma ad oggi non c’è una linea guida chiara a livello nazionale, mettendo in difficoltà anche i circa duemila docenti delle superiori nel nostro territorio”.

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