Incinta, attende tampone da 9 giorni. Stragliati e Rancan: “Quali modalità?”

14 Novembre 2020

“Quali sono le modalità di presa in carico delle donne in gravidanza per effettuare il tampone per diagnosticare l’eventuale presenza del virus Covid – 19 nell’organismo?”. Lo chiedono i consiglieri regionali della Lega Matteo Rancan e Valentina Stragliati che hanno presentato un’interrogazione dopo aver avuto notizia dell’iter travagliato di una piacentina, incinta di 5 mesi, che da oltre una settimana attende la chiamata dal’Ausl di Piacenza.

“La giovane aveva chiesto informazioni al numero verde Ausl e al numero per la prenotazione dei tamponi, e le era stato chiesto di inviare i propri dati e di sottolineare lo stato di gravidanza – spiegano i consiglieri regionali -. Eppure, nonostante la segnalazione sia stata inoltrata il 5 novembre, ad oggi nessuna chiamate è arrivata”. “Il 6 novembre la dopo aver chiesto delucidazioni all’Ausl, ha ricevuto riscontro tramite una concisa mail: “Abbiamo inoltrato la sua segnalazione ai sanitari competenti. Saluti”.

“Tre giorni più tardi la donna si è recata presso una clinica privata per effettuare un test sierologico, ma ha scelto di non sottoporsi anche al tampone, decidendo di attendere la chiamata dell’Ausl, essendo già in possesso dell’impegnativa – prosegue il racconto di Rancan e Stragliati, che concludono: “Ad oggi la ragazza non ha ancora ricevuto riscontro dall’Ausl per poter effettuare il tampone. Sono passati nove giorni. Per questo interroghiamo l’esecutivo per conoscere le modalità di presa in carico per le donne in gravidanza”.

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