“Sbaracco a fine marzo è dannoso per le attività”, negozianti lo anticipano

02 Marzo 2021

Comune di Piacenza e Unione Commercianti presentano la proposta per organizzare lo sbaracco il 21 e il 28 marzo, ma i negozianti non ci stanno. “Una data penalizzante per noi – spiegano – sarebbe un flop, nessuno acquista capi invernali durante il periodo di primavera, anche se scontati”. Nonostante il grave periodo di crisi i commercianti non si sottraggono dall’accontentare i propri clienti e, anche quest’anno, hanno intenzione di aderire allo sbaracco per la chiusura dei saldi. Ma questa volta hanno deciso in autonomia le date dell’iniziativa, anticipando al 6 e 7 marzo, in base a quelle che sono le loro esigenze. L’anno della pandemia da Covid ha infatti messo in ginocchio molte attività. Gli incassi sono crollati anche del 70%. Una mossa sbagliata come quella di affidarsi ad una data troppo posticipata, potrebbe costare caro e rendere inutili tutti gli sforzi e i sacrifici affrontati durante questi mesi. “Abbiamo proposto il 21 e 28 marzo – spiega Raffaele Chiappa, presidente di Confcommercio, attenendoci alle indicazioni di sicurezza della salute pubblica, ma ritengo che i commercianti abbiano il diritto di organizzarsi in modo autonomo”. Sono già oltre 40 le attività del centro storico intenzionate ad aderire allo sbaracco del 6 e 7 marzo. “Lo faremo rispettando tutte le disposizioni anti-Covid, contrastando gli assembramenti ed evitando di esporre la merce sui banchi esterni ai negozi”.
Il Comune di Piacenza e l’Unione commercianti hanno fatto sapere che, a prescindere dell’iniziativa autonoma dei negozianti del centro lo Sbaracco si terrà anche il 21 e il 28 marzo.

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