Via Pozzo, residenti esasperati: “Marciapiedi discariche a cielo aperto”

23 Marzo 2021

Bottiglie di birra vuote e abbandonate, sacchi dell’immondizia stracolmi da cui affiorano rimasugli di cibo che – specialmente nella bella stagione (per non parlare dell’estate) – finiscono per attirare attenzioni di insetti e animali. Addirittura c’è chi più di una volta ha segnalato intere “collezioni” di pannolini usati, che qualcuno ha pensato bene di appoggiare ai davanzali delle finestre al piano terra.

Immagini poco edificanti appartenenti alla piccola “discarica urbana” dell’ultimo tratto di via Pozzo, all’incrocio con via Alberoni a Piacenza. L’incubo di chi abita questo lembo di strada, nel cuore del quartiere Roma e a due passi dalla stazione, che sistematicamente si ripete quasi quotidianamente.

“Viviamo qui da anni – spiegano due donne che preferiscono rimanere anonime – e la situazione è diventata insostenibile. Specialmente nell’ultimo tratto di strada, infatti, il marciapiede è costantemente in balia del degrado e della sporcizia”.

Il motivo? “Non tutti i residenti si comportano in maniera civile – spiegano. – Diverse persone, infatti, abbandonano grandi quantità di rifiuti non differenziati sul marciapiede. In questo modo gli operatori di Iren, che passano due volte a settimana per il ritiro dell’immondizia, non riescono a caricarli. I rifiuti, così, si accumulano e il degrado aumenta”.

Ai residenti, quelli virtuosi, non è rimasto altro da fare che “assumere” a tutti gli effetti (pagando di tasca propria) una donna delle pulizie che si occupa di rimuovere quanto viene lasciato all’esterno dei portoni.

“Abbiamo segnalato più volte la questione – concludono le due donne. – Il Comune ha fatto intervenire Iren che ha provveduto a pulire tutti i marciapiedi. Poi più nulla. Recentemente, però, ci è stato detto che via Pozzo è stata finalmente inserita nel piano pulizie. Staremo a vedere, intanto sono passati mesi e le cose non sono cambiate, anzi”.

IL SERVIZIO DI MARCELLO TASSI

© Copyright 2021 Editoriale Libertà