Barilli, la Procura di Lodi apre indagine contro ignoti per istigazione al suicidio

21 Aprile 2021

 

La Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di istigazione al suicidio, in relazione al ritrovamento del cadavere decapitato, sabato scorso 17 aprile, nelle acque del fiume Po a Caselle Landi. A spiegarlo è stato il procuratore della Repubblica Domenico Chiaro.

Natascia, la madre di Stefano Barilli, all’Istituto di Medicina legale ha riconosciuto il figlio 23enne scomparso dalla sua casa di Piacenza l’8 febbraio scorso. La Procura di Lodi, per stabilire con certezza che quel cadavere appartenga proprio al 23enne, attende l’esecuzione del test del Dna, per il quale ha già incaricato un genetista.

“Con l’apertura di questo fascicolo abbiamo potuto decidere di effettuare diversi altri accertamenti – spiega il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro -. La volontà è semplicemente quella di non trascurare nessuna ipotesi tranne quella, che per il momento rimane esclusa, di violenza fisica a opera di terzi”.

 

 

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