Così Piacenza traccia le varianti di Covid: “Attenzione alla mutazione indiana”

23 Aprile 2021

Piacenza fa scuola nella ricerca delle varianti di Covid. “Il laboratorio dell’Ausl garantisce una tempistica di riscontro sulle mutazioni unica in Emilia-Romagna – spiega Marco Delledonne, direttore del dipartimento locale di sanità pubblica – consentendoci di intervenire precocemente per contenere il fenomeno. Ora la variante di Covid prevalente è quella inglese, ma attenzione alla mutazione indiana. Spero che il ministero assuma presto una serie di misure restrittive per i cittadini al rientro dall’India”.

L’attività di ricerca delle varianti è stata approfondita nell’ultima puntata di Nel Mirino, il format in onda venerdì sera (23 aprile) su Telelibertà. “Il laboratorio dell’Ausl – spiega la responsabile di microbiologia e virologia Giuliana Lo Cascio – controlla la presenza di varianti su una cinquantina di campioni sospetti al giorno, grazie a un collegamento rapido tra la nostra struttura e l’igiene pubblica”.

Gli altri ospiti del salotto di Telelibertà, condotto come sempre dal direttore Nicoletta Bracchi, sono stati il primario di malattie infettive Mauro Codeluppi, il direttore del distretto di Piacenza Anna Maria Andena e il dottor Davide Imberti, direttore della medicina interna e del centro per l’emostasi e le trombosi all’ospedale di Piacenza. “In generale, vediamo pazienti da Covid più giovani, fuori dalla copertura vaccinale – chiarisce Codeluppi -. La prevenzione e le terapie precoci fanno la differenza. Stiamo sperimentando coppie di anticorpi monoclonali in grado di superare il problema delle varianti“.

VACCINAZIONI IN AZIENDA – “Le aziende piacentine – comunica Delledonne – ci chiedono notizie in merito alla possibilità di avviare le somministrazioni sul posto di lavoro, ma ogni decisione è sospesa fino al completamento dell’immunizzazione delle categorie fragili in base alle forniture concordate dal governo centrale. La carenza di fiale è davvero un peccato. Senza i ritardi, in questi tre mesi l’Ausl di Piacenza avrebbe potuto vaccinare circa 180mila persone”, quasi il doppio delle iniezioni effettuate realmente oggi nel nostro territorio.

“Le tappe dell’immunizzazione proseguono, nonostante i ritardi nelle forniture – rassicura Andena – l’Ausl di Piacenza, per adesso, ha ricevuto solo 800 dosi di Johnson&Johnson, che verranno esaurite in una decina di giorni. Tra i circa seimila destinatari delle iniezioni a domicilio, purtroppo, 700 utenti hanno annullato l’appuntamento. È un danno enorme, si tenga conto che una persona anziana ha più probabilità di essere uccisa dal Covid, e non dal vaccino”.

TROMBOSI – Attenzione, quindi, a non farsi dominare dalla paura. Il perché lo spiega il dottor Imberti: “Le complicanze di Astrazeneca e Johnson&Johnson risultano rarissime, i possibili eventi di trombosi sono al massimo quattro ogni milione di dosi somministrate, mentre l’uso della pillola anticoncezionale raggiunge i 1.500 casi avversi ogni milione di assunzioni, o il Covid comporta 160-180mila trombosi ogni milione di infezioni”.

Le repliche di Nel Mirino sono in programma sabato alle 17.15 e domenica alle 17.30, sul canale 98 del digitale terrestre.

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