Francesco e il suo giro d’Italia in bici con tappa a Piacenza: “Qui zone meravigliose”

15 Maggio 2021

Tra qualche settimana salirà su un aereo e volerà in Mozambico per raggiungere una Ong, della quale curerà la parte legale. Per questo, per congedarsi al meglio dal suo Paese, l’Italia, ha pensato di saltare in sella alla bicicletta e di percorrere un tragitto che – attraverso argini e strade secondarie – lo accompagnerà da Torino (sua città d’origine) fino in piazza San Pietro a Roma.

Visto che non poteva “trascurare” Piacenza e le sue valli, che lui stesso definisce “meravigliose”, il ventiduenne Francesco Billi Timon ha fatto tappa in via Benedettine, sede di Libertà, per raccontarci la sua impresa sulle due ruote.

“Questa idea è un ‘prodotto del Covid’ – ha spiegato mentre prendeva fiato dopo una volata per scampare al temporale – una delle poche cose positive che ci ha lasciato in eredità l’infausto periodo di pandemia. Abbiamo infatti scoperto un altro tempo: io, ad esempio, su in montagna dalle mie parti, ho iniziato a fare un sacco di giri in bici, dato che l’accesso a piscine e palestre era precluso. Da qui ho pensato: “perché non fare un giro un po’ più lungo arrivando sino a Roma?”. Così è nato tutto…”.

Roma caput mundi, dicevano i latini. E così, Francesco si è caricato in spalla lo zaino dopo averlo riempito di vestiti e indumenti di ricambio, qualche barretta e un paio di buoni libri. Il resto è avventura.

Fino ad oggi quali sono state le tue tappe?

“Dopo la partenza da Torino ho fatto una capatina ad Asti, da dove proviene la mia famiglia. Poi Pavia e quindi Piacenza. Per dormire mi appoggio ad amici e conoscenti di vecchia data sparsi in tutto lo Stivale, per rendere il viaggio un po’ più ‘sociale’ (ride, ndc). Scherzi a parte, se capita mi fermerò anche in alberghi e bed and breakfast. Vediamo dove vado a finire! Per il momento tutto procede alla grande: incrocio un sacco di persone, specialmente anziani nei paesi più nascosti, che al mio passaggio mi domandando da dove vengo e cosa sto combinando. Quando gli spiego il mio itinerario mi danno pacche sulle spalle augurandomi ‘in bocca al lupo’, è bellissimo e mi sto divertendo parecchio. I panorami italiani, poi, sono davvero unici…”.

Qui a Piacenza, ad esempio, cos’hai trovato?

“Beh, per un ciclista è il massimo. Per arrivare qui da Pavia ho percorso gli argini, una sensazione stupenda nella quale mi pareva quasi di scivolare in mezzo ai campi con il cielo ad osservare da là in alto. E poi, avendola conosciuta da vicino in passato, questa provincia è davvero pazzesca sotto molti aspetti…”

Chiamiamolo un viaggio di commiato: come mai la scelta di volare in Africa?

“Il mio è un animo pellegrino! Dopo la laurea triennale in giurisprudenza a Groningen, in Olanda, ho ottenuto la magistrale a Londra. Dopodiché mi sono iscritto ad Economia qui alla Cattolica e giusto qualche settimana fa è arrivata la chiamata da parte di questa Ong. L’Africa mi intriga un sacco, e poi ultimamente in Mozambico c’è un gran fermento, non vedo l’ora di partire per questa nuova avventura. Ma prima voglio godermi al massimo quella che ho già iniziato in sella a questa bici”.

Chiudiamo allora con le tue prossime tappe.

“Da Piacenza mi dirigerò verso la Toscana passando per l’Appennino parmense. Da lì tirerò verso Roma attraversando più paesini possibili. Conto di arrivare nella città eterna intorno al 27 maggio, per un totale di circa due settimane di pedalata. Per amici e famigliari sto documentando tutto con foto e video: voglio lasciare una traccia del mio viaggio, che magari un domani possa far venire l’acquolina in bocca ad altri giovani, invitandoli a lanciarsi in questo genere di avventure alla scoperta del nostro bellissimo Paese”.

Francesco ha finito di raccontare ed è subito ripartito, peccato non abbia ammirato il museo della stampa di Libertà ma pesanti nuvoloni dall’aspetto poco rassicurante lo hanno convinto a salire in fretta in sella. Buon viaggio Francesco!

IL SERVIZIO DI MARCELLO TASSI

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