Frode ed evasione: sequestro beni per 72 milioni. Una società aveva sede a Piacenza

07 Luglio 2021

I militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Cremona stanno sequestrando beni mobili e immobili per un valore di oltre 72 milioni di euro a un gruppo capeggiato da un imprenditore cremonese dedito alla frode e all’evasione fiscale. Al momento sono stati denunciati 15 membri del sodalizio criminale che operava anche attraverso una società a Piacenza. Sono 43 le persone fisiche e giuridiche coinvolte.

Nell’ambito dell’operazione “Doppio click”, sono oggetto di sequestro 85 immobili, 42 terreni, 28 beni mobili 750 rapporti finanziari di varia natura (conti correnti, fondi pensione, conti deposito, obbligazioni, libretti di risparmio).

In particolare, le condotte criminose – realizzate in più Paesi dell’Unione Europea – sono state portate a termine facendo ricorso ad un ampio numero di società cartiere e con l’aiuto di soggetti prestanome che, coordinati e diretti da un noto imprenditore cremonese, hanno consentito di frodare l’erario mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture false.

MECCANISMO – Il meccanismo si basava sulla pubblicizzazione di siti internet attraverso i quali venivano posti in vendita prodotti di vario genere e natura a prezzi di assoluta convenienza. In realtà, i beni pubblicizzati non esistevano ed i proventi delle truffe venivano ricondotti, attraverso società inesistenti e Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona prestanome compiacenti, nella disponibilità degli organizzatori dell’associazione criminosa. Il meccanismo così architettato, oltre a consentire il riciclaggio dei proventi delle truffe, veniva anche utilizzato per consentire ulteriori condotte delittuose di evasione e frode fiscale da parte di imprenditori operanti in diverse province del territorio nazionale.

Sono stati complessivamente sottratti a tassazione oltre 120 milioni di euro con una evasione dell’I.V.A. superiore a 44 milioni di euro, nonché indebite compensazioni di imposta basate su crediti non spettanti per oltre 3,7 milioni di euro.

Erano 18 società che operavano in diverse province (Cremona, Milano, Brescia, Roma, Verona, Trieste, Torino, Bologna, Piacenza) riconducibili all’imprenditore cremonese attraverso le quali, tra il 2014 ed il 2019, sono state realizzate frodi fiscali alimentate da false fatturazioni e da indebite compensazioni di imposte.

La vicenda è stata portata all’attenzione delle cronache nazionali nella puntata del 23 maggio del 2019 dalla trasmissione di Canale 5 Striscia La Notizia alla quale si erano rivolti alcuni dei clienti truffati.

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