Dopo due mesi il Covid torna nelle case di riposo: “Quattro casi, ma zero sintomi”

03 Agosto 2021

Nel Piacentino, da ben dieci settimane – più di due mesi – non si registravano nuovi contagi nelle case di riposo per anziani. Gli ultimi sette giorni – dal 26 luglio al 1° agosto – segnano però un cambio di rotta: “Ci sono stati quattro casi, di cui tre ospiti e un operatore, del tutto asintomatici”, spiega Guido Pedrazzini, direttore sanitario dell’Ausl di Piacenza. “Come ormai appurato, infatti – prosegue -, anche le persone vaccinate possono trasmettere il virus, ma la loro carica virale resta bassissima. E si negativizzano molto più velocemente. Questi quattro casi lo confermano”.

Pedrazzini ne ha parlato durante il consueto bilancio settimanale della pandemia nel nostro territorio. “L’incidenza dei nuovi positivi risulta in calo, a quota 100 ogni centomila abitanti. La precedente classificazione delle fasce di rischio avrebbe comportato un livello da zona gialla, invece ora le istituzioni analizzano il numero di posti letto occupati da pazienti Covid”. E da questo punto di vista – chiarisce il direttore sanitario dell’Ausl – Piacenza si trova in una situazione favorevole: “La scorsa settimana, i cittadini ricoverati in ospedale erano 17, di cui nessuno in terapia intensiva. Alcuni di loro, circa il 20 per cento, avevano già ricevuto la doppia vaccinazione contro il virus, e infatti non riportavano sintomi della malattia da Covid. Si trovavano in ospedale in seguito a traumi o altre patologie. In generale, l’età media dei ricoveri si sta abbassando, non ci sono casi gravi. La pediatria sta curando un bambino con deboli sintomi che potrebbero essere ricondotti al virus”.

IL REPORT DELL’AUSL

Per quanto riguarda la circolazione del Coronavirus, il referente dell’Ausl comunica che “la fascia anagrafica 0-40 anni resta quella più colpita dalla quarta ondata di pandemia. L’attività della sanità pubblica è sempre più impegnativa, con oltre 10mila tamponi alla settimana, in crescita a causa del tracciamento dettato dalla circolazione delle varianti“.

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