Siccità, nel Trebbia poca acqua e tante pozze verdastre di alghe

13 Agosto 2021

Al posto del fiume muscoloso ci sono pozze a chiazze. Laghetti verdi tra i sassi, verdi di alghe, verdi di quando si diventa verdi perché manca l’aria e tutto si ferma, non c’è acqua a pompare la vita, non piove, è un’estate stinta, senza arte né parte, crescono gli arbusti – verdi pure quelli – dove un secolo fa si andava in barca. Povero Trebbia, vien da dire, e il Nure sta anche peggio. Questi nuovi laghi – a Rivergaro, come alle porte di Bobbio – non sono neppure laghi, sono stagni, mentre la gente ci si accatasta accanto, con l’acqua che gli arriva alla caviglia.

“Ci siamo spinti fino a Marsaglia e la situazione sembra migliore, ma l’acqua resta poca, almeno rispetto al solito, ci sono tantissimi sassi, e fa caldo ormai anche qui”, dicono Maria e Fabrizio, arrivati come ogni anno da Monza, felici comunque dell’aria più sana che tira in valle. Altri si chiedono dove sia finita la neve di quest’inverno, era alta tre metri sui monti, “speravamo desse aiuto almeno contro ogni siccità, ma sembra quasi non sia venuta, davvero, fa impressione vedere nel Perino neppure un millimetro di acqua”, aggiungono due motociclisti, Carlo e Davide, da Cremona, “aficionados” di questa fetta di terra.

Adesso di verde ci sono soprattutto le alghe, tra le scaglie secche di terreno, fatte salve eccezioni che per fortuna ancora lasciano senza fiato e rendono la Valtrebbia “instagrammabile” – cioè tra le più fotografate sui social, ed elogiate – da chi passa di qui.

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