Il colonnello Cavalli: “Distrutto ciò che avevamo realizzato in Afghanistan”

26 Agosto 2021

“Ricordo i bambini che ridevano anche solo per due calci al pallone e non mi dimenticherò mai la loro gioia quando gli aquiloni prendevano il volo. Chissà mai se potranno ancora volare in Afghanistan”.
Carlo Cavalli, 55 anni, piacentino, colonnello alpino oggi in Germania nella scuola Nato di Oberammergau, nel 2013 era il capo della cellula operazioni del “Regional Command West” (RC W) su base Brigata Alpini “Julia” dislocato a Herat, Afghanistan.
Otto anni dopo, tutto ciò che era stato costruito è distrutto dal ritorno dei talebani al potere. Tutti i sacrifici finiti in nulla. “Tristezza e amarezza sono i sentimenti che mi pervadono in questi giorni – commenta – le immagini che grazie ai media ci arrivano dall’Afghanistan dipingono una situazione disperata, che da circa 20 anni non eravamo più abituati a vedere. Bambini, donne e uomini ammassati all’aeroporto di Kabul con solo la speranza di abbandonare la loro terra. Progetti e aspettative sfumate”.

 

 

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