Afghani, ipotesi accoglienza nell’ostello di Calendasco. Sopralluogo della prefettura

01 Settembre 2021

Dopo due anni di inattività, a causa del decreto Salvini che nel 2019 aveva tagliato i fondi dell’accoglienza e limitato fortemente i flussi migratori, adesso l’ostello “Le tre corone” di Calendasco potrebbe tornare ad accogliere i richiedenti asilo. Il nostro territorio, infatti, ha registrato l’arrivo di 75 profughi nella base militare di San Polo per il periodo obbligatorio di quarantena anti-Covid. Dopo i dieci giorni di isolamento, gli afghani fuggiti dai talebani dovranno essere redistribuiti nei locali messi a disposizione da privati, cooperative, enti del terzo settore o amministrazioni comunali. Tra cui, appunto, l’ostello di Calendasco. Stando alle indiscrezioni, la titolare Eva Zaniboni avrebbe comunicato alla prefettura la disponibilità a gestire una ventina di profughi nelle stanze al centro del paese.

Negli ultimi due anni, a causa del sistema dell’accoglienza quasi azzerato, la responsabile aveva lasciato Piacenza per dedicarsi a un master sull’integrazione dei rifugiati a Dublino. Ma oggi dunque, sulla spinta dei flussi migratori provenienti dall’Afghanistan, pare concreta l’ipotesi che l’ostello di Calendasco ricominci a ospitare i richiedenti asilo. Il gestore starebbe effettuando alcuni lavori di adeguamento. E nei giorni scorsi, non a caso, c’è stato un sopralluogo con i funzionari della prefettura.

Determinanti, nelle prossime ore, saranno le indicazioni dell’amministrazione statale di via San Giovanni e del Viminale. Numeri, modalità e dettagli, infatti, sono ancora sconosciuti. Probabilmente non tutte le famiglie afghane oggi a San Polo – e ancora lì per pochi giorni – rimarranno nel Piacentino. Potrebbero essere trasferite pure in altre province.

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