Aule spaziose e tanta natura: a Piacenza 41,7 milioni di euro per le scuole del futuro

16 Settembre 2021

La scuola del futuro passa attraverso aule in grado di garantire il giusto comfort climatico e un adeguato ricambio d’aria, in cui la luce del sole è la principale fonte di illuminazione. Finestre ampie che permettano un contatto visivo diretto con la natura. E un’acustica ottimizzata per evitare agli insegnanti di alzare la voce. Ma anche spazi flessibili e zone di apprendimento a basso impatto ambientale. Strutture sicure e accessibili. E’ quanto previsto dalle nuove Linee guida per la qualità degli spazi educativi, presentate dalla Regione Emilia-Romagna e realizzate insieme al celebre architetto Mario Cucinella.

Tra i casi di studio, c’è anche il progetto del futuro polo dell’infanzia a Borgotrebbia. “Da inizio anno l’Emilia-Romagna ha cominciato a immaginare la scuola che sarà, con quattro gruppi di lavoro interistituzionale”, si legge in una nota ufficiale. La Regione punta quindi su un piano di investimenti in edilizia scolastica a partire dai finanziamenti europei post-Covid, ma non solo: ad oggi – fanno sapere da Bologna – sono finanziati quasi mille interventi, in tutte le province, per un valore complessivo di oltre 623 milioni di euro. Di questi, 41.751.164 euro sono destinati al territorio piacentino.

I cantieri sono distribuiti in tutto il territorio regionale: nessuna provincia ne conta meno di 73. A gestire i lavori sono nel 79% dei casi i Comuni e nel 21% le Province.

In totale sono 2.807 gli edifici scolastici in regione: quasi un terzo di questi, con percentuali che passano da provincia a provincia dal 20 al 40%, sono stati realizzati tra il 1961 e il 1975; un numero che va dal 10 al 18% a seconda del territorio risale al secondo dopoguerra (periodo di costruzione tra il 1946 e il 1960), mentre quasi una scuola su 10 (le percentuali variano dal 4 al 12% tra le nove province) è datata dal 1921 al 1945. In totale, il 48% degli istituti è antecedente al 1975.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà