“Mettiamo radici per il futuro”, ma nel Piacentino il progetto non attecchisce

21 Ottobre 2021

“Piantare alberi è un’azione che possiamo fare tutti, ma è importante saper averne cura e scegliere il terreno giusto. Investire poco del proprio tempo per la loro tutela significa investire nelle loro potenzialità: le piante immagazzinano CO2 attenuando la crisi climatica, abbattono le polveri sottili (PM10 e PM 2,5), contengono i picchi di temperatura, attutiscono i rumori del traffico, producono ossigeno e rendono più gradevole il paesaggio in cui viviamo”.

E’ con queste parole che la Regione Emilia Romagna ha lanciato, oltre una anno fa, il progetto “Mettiamo radici per il Futuro”, per incentivare la piantumazione – nei giardini privati e pubblici, di scuole e associazioni – di nuovi alberi messi a disposizione direttamente dall’ente.

Una iniziativa che in sei mesi, da ottobre 2020 ad aprile 2021, ha permesso di mettere a dimora quasi 590mila, tra alberi autoctoni, alloctoni e arbusti nelle province del territorio regionale: 118mila nella provincia di Reggio Emilia, 109mila a Modena, 93mila a Bologna, 85mila a Parma, 26mila nella più piccola provincia romagnola, Rimini.

E a Piacenza? 17mila, la cenerentola dell’Emilia Romagna per quanto riguarda la piantumazione di nuove essenze, suddivise 8.000 alberi autoctoni, 8.600 alloctoni e 300 arbusti.

Ironia della sorte, il progetto era stato presentato proprio nel Piacentino, a Bobbio, il 26 settembre 2020.

Nel Piacentino un solo vivaio è accreditato dalla Regione alla distribuzione delle piante, l’Orto Botanico di Alseno che, spiega il titolare Stefano Mei Gentilucci, nella sessione dello scorso anno ha coperto anche altre province limitrofe consegnando circa 30mila essenze, tra privati cittadini ed enti pubblici, come comuni, scuole e associazioni sportive.

Il primo ottobre ha preso il via la seconda fase di distribuzione gratuita delle piante presso i vivai accreditati, e l’obiettivo della Regione è quello di riuscire a mettere a dimora un albero per ogni abitante entro il 2025, “per vita alla più grande “opera verde mai realizzata in Emilia-Romagna” si legge nella pagina web del progetto.

Un progetto che per ora nel piacentino ha messo poche radici, stando ai numeri.

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“L’auspicio è quindi quello che nuovi cittadini ed enti pubblici ne usufruiscano – conclude Mei Gentilucci – nella speranza che, una volta messe a dimora, ne abbiano cura e non le trascurino”.

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