Capperi incontra gli studenti di San Giorgio: “Non fatevi contagiare dalla violenza”

18 Dicembre 2021

Durante la mattinata di giovedì 16 dicembre, gli alunni della scuola media Francesco Ghittoni di San Giorgio hanno avuto la possibilità di partecipare a un incontro – all’interno del salone d’onore del castello del paese – con protagonista Raffaele Capperi, 27enne originario di Monticelli che il 29 novembre scorso è stato premiato dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, con l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica “per il suo impegno in prima persona nella sensibilizzazione contro il bullismo e le discriminazioni”.

Raffaele è nato affetto dalla sindrome di Treacher Collins. Una malattia rara che colpisce un individuo su 50.000 provocando malformazioni facciali e problemi respiratori e di udito. “Sono venuto al mondo senza mento, senza zigomi e con grandi difficoltà a percepire suoni e rumori – ha spiegato Capperi davanti agli alunni della Ghittoni (due classi in presenza e tutte le altre collegate in streaming) – fino a 19 anni sono stato sordo e molti compagni di classe per mettermi ancora più in difficoltà si mettevano le mani davanti alla bocca”.

Capperi – presentato dal Sindaco di San Giorgio, Donatella Alberoni – ha raccontato la sua storia ai ragazzi. Ha raccontato di quando all’asilo una bambina piangeva quando lo guardava etichettandolo come “brutto e cattivo” divenuto poi il titolo del libro che ripercorre la sua vita. Ha raccontato della sensazione di sentirsi sbagliato e di troppo per un mondo che non sapeva fare altro che giudicarlo, insultarlo ed emarginarlo. Persino l’insegnante di sostegno a cui venne affiancato il primo anno di superiori a Cremona contribuì ad accrescere le difficoltà di Raffaele. “Invece che aiutarmi sia arrabbiava per la mia sordità ed era solito bestemmiare – ha spiegato agli alunni -; quello non era un insegnante, per fare questo mestiere oltre alla laurea ci vuole il cuore”.

Raffaele ha concluso il discorso esortando i ragazzi a non farsi contagiare dall’uso della violenza. “Nella vita reale e sui social immedesimatevi nell’altro, chiunque sia. Siate gentili, la gentilezza è e sarà sempre più forte della cattiveria”. Proprio sui social Raffaele ha avuto la forza e il coraggio di non nascondersi più e iniziare a raccontare la sua storia, parlando di bullismo e cyberbullismo. Ora Raffaele è contento, non ha più paura di guardarsi allo specchio ed è orgoglioso di poter aiutare le nuove generazioni. L’incontro si è concluso tra applausi ed emozione.

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