“Pronti a ospitare gli studenti in fuga”. Ma in tanti restano in Dad con i prof ucraini

05 Aprile 2022

Pochi giovani in fuga dall’Ucraina entrano nelle scuole piacentine. Molti di loro continuano a seguire le video-lezioni insieme ai compagni di classe rimasti nel Paese assediato dall’esercito russo. Ad oggi, su circa 600 minori già accolti nel nostro territorio, solo 53 di loro hanno richiesto l’inserimento negli istituti di ogni ordine e grado. Qualcuno, per forza di cose, lo farà nei prossimi giorni: gli sfollati stanno vivendo una fase di assestamento, rallentata ulteriormente dalle barriere linguistiche.
Ma si tratta di dati – quelli comunicati dalla prefettura in base alle rilevazioni dei giorni scorsi – che ben rappresentano l’inevitabile difficoltà di “sradicamento” delle famiglie costrette a scappare dalla propria terra. Fino all’ultimo, c’è il tentativo di restare in contatto con gli amici e i parenti ancora in Ucraina, anche attraverso la quotidianità della didattica a distanza.

All’ISII Marconi in via IV Novembre, così come in altre scuole, si cerca di rendere meno complicato il processo d’integrazione. “Ci stiamo organizzando per accogliere al meglio i ragazzi ucraini in fuga dalla guerra, che saranno poi dislocati in diverse classi”, spiega Valentina Bardugoni, rappresentante della consulta studentesca all’ISII Marconi, dove i profughi attesi – per adesso – sono cinque. “Partirà anche un corso di italiano per aiutarli nella comunicazione, mentre alcuni studenti ucraini già iscritti al nostro istituto si sono attivati per fare da interpreti”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI:

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