Contro le violenze di genere, sinergia tra Pronto soccorso e Centro Antiviolenza

17 Maggio 2022

Poteva succedere ovunque. Ma guarda caso è successo al Pronto soccorso. Qualcuno potrebbe pensare che in fondo – pur nell’insulto fisico, il pugno sferrato patito da un medico, lo sconcerto e i danneggiamenti – in fondo è andata meglio che se il concitato inseguimento di una donna ferita da parte dell’ex fidanzato fosse avvenuto dietro a qualche oscuro angolo di strada. Ma il Pronto soccorso riconquista suo malgrado le luci per un gesto sinistro, il clamore di qualcosa di profondamente sbagliato, frontiera sanitaria con medici insufficienti, ormai anche frontiera di disagio sociale. Eppure un argine, un progetto pilota si va costruendo, quanto robusto potremo vederlo. Ma già sul contrasto alla violenza di genere in senso esteso il Centro Antiviolenza lavora in sintonia con il Pronto soccorso.

“C’è un percorso anti discriminazione dal 1° gennaio – confermano dalla Medicina d’urgenza -; non è solo dedicato alle donne ma ha un raggio globale su pazienti a rischio”.  Si punta alla formazione a distanza degli operatori sanitari e con l’Unità operativa qualità si sta realizzando un’esperienza rivolta prima a Pronto soccorso, poi da allargare a tutta l’azienda Usl.

“Comprende tante cose, il linguaggio inclusivo, le tipologie di discriminazione, il genere, l’orientamento, l’identità sessuale, etnica, la disabilità, l’età”. La finalità è una presa in carico con postazione eventualmente dedicata, coinvolgimento di psicologo, forze dell’ordine e un appuntamento post ricovero per una visita entro un mese, così da vedere come va ed eventualmente far decollare l’aggancio con il Centro Antiviolenza.

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