1° giugno, festa del beato Scalabrini, messa solenne. Lapide alla casa madre

30 Maggio 2022

Non sarà solo la congregazione Scalabriniana ad avere un santo, ma tutta la diocesi piacentina. Un dettaglio non da poco, che dà ulteriore spessore alla notizia di qualche giorno fa della canonizzazione del beato Giovanni Battista Scalabrini, che fu vescovo nella nostra città per 30 anni.

Scalabrini, per usare le parole di papa Francesco, era un pastore con addosso l’odore delle pecore. Visitò infatti le 365 parrocchie della sua diocesi, raggiungendone oltre la metà a dorso di mulo. “Far diventare patria dell’Uomo il mondo” era la sua visione, che vedeva la migrazione dei popoli come un fenomeno naturale, da difendere e sostenere.

Mercoledì 1° giugno, festa liturgica del beato Scalabrini, alle 18.30 verrà celebrata una messa solenne in cattedrale (che sarà trasmessa in diretta via web sul canale YouTube della diocesi) presieduta dal vescovo mons. Adriano Cevolotto. Vi prenderà parte anche una delegazione di Missionari scalabriniani provenienti da diverse nazioni, giunti a Piacenza per conoscere da vicino i luoghi in cui operò il fondatore della loro congregazione.

Al termine, verso le 20.15, nel chiostro della Casa Madre degli Scalabriniani in via Torta, avrà luogo l’inaugurazione di una targa collocata alla base della statua di mons. Scalabrini, vescovo di Piacenza dal 1876 al 1905, opera dello scultore Paolo Perotti. Insieme al logo del 25° della beatificazione, avvenuta a Roma con Giovanni Paolo II nel novembre 1997, vi sono riprodotte le parole di Scalabrini: “Fare patria dell’uomo il mondo”.

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