Agri voltaico alla Cattolica, produzione ed energia dallo stesso terreno

02 Luglio 2022

AgriVoltaics compie 3 anni e festeggia in Cattolica, a Piacenza, con una conferenza internazionale, finalmente in presenza, della comunità che lavora per lo sviluppo di soluzioni innovative che combinano sullo stesso terreno produzione agricola ed energia fotovoltaica. “È stato bello e sorprendente vedere che questa comunità ha membri che provengono da tutti e cinque i continenti, uniti dalla convinzione che le tecnologie agri voltaiche siano uno strumento sostenibile ed efficace per sostenere la transizione energetica” a dirlo è Stefano Amaducci, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica, che ha organizzato e presieduto l’evento 2022, il primo dopo la pandemia, il primo in presenza. “Sappiamo che non esiste un’unica soluzione adatta a tutti i contesti e che abbiamo da percorrere una lunga strada per comprendere e perfezionare i sistemi agri voltaici, soprattutto per minimizzare l’impatto sulle colture e massimizzare i servizi ecosistemici. Ma in momenti come questo, in cui sono urgentemente necessarie soluzioni sostenibili, la nostra comunità deve collaborare per accelerare lo sviluppo di sistemi agri voltaici e per dimostrarne l’efficacia”.

Dopo il “lancio” della conferenza AgriVoltaics in Francia nel 2020, AgriVoltaics ha avuto come tema centrale lo scambio di informazioni ed esperienze a livello internazionale. È emersa l’importanza di “connettere” gli sviluppi e le ricerche sull’agri voltaico di tutto il mondo: la sua crescita è esponenziale, come indica il numero costantemente crescente di pubblicazioni scientifiche sull’argomento, il numero di nuovi sistemi installati e, non ultimo, l’interesse che i grandi attori dell’energia e i governi le riservano: «In Italia, ad esempio, il governo ha deciso di investire oltre 1 miliardo di euro dei fondi PNRR per la realizzazione di impianti agro voltaici».

Una grande opportunità, ma anche una grande responsabilità, come spiega Amaducci: “Lavoriamo per sviluppare sistemi in cui la produzione di energia elettrica fotovoltaica sia accoppiata alla produzione agricola. Mentre lavoriamo per ottimizzare i sistemi AV, dobbiamo anche assicurarci che le politiche che supportano la loro attuazione impediscano che i progetti vengano abbandonati e diventino nient’altro che sistemi fotovoltaici montati a terra”. Un aspetto importante, da cui dipende l’accettazione sociale degli impianti, è la modalità con cui questi vengono integrati a livello di paesaggio. A questo proposito la conferenza ha ospitato il primo concorso, riservato a studenti, per lo studio dell’integrazione paesaggistica dell’agri voltaico. «Il concorso ha avuto come focus l’area prospicente la Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali su cui verrà realizzato l’impianto agri voltaico sperimentale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Oltre a produrre energia elettrica rinnovabile per le esigenze del campus, l’impianto permetterà di realizzare ricerche nell’ambito di progetti nazionali ed internazionali e costituirà un “living lab” in cui dimostrare e ottimizzare soluzioni di gestione dell’agri voltaico”.

Le tecnologie agri voltaiche, consentendo di produrre energia e colture agricole sullo stesso terreno e con un sensibile risparmio idrico, rappresentano una soluzione molto interessante in tempi in cui la disponibilità di energia, cibo e acqua sono un problema. “L’auspicio è che dopo Agrivoltaics2022, e anche grazie alla prossima costruzione di un impianto sperimentale nel campus universitario, i riflettori sull’agro voltaico rimangano a Piacenza, una provincia con una grande tradizione di produzione energetica”.

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