In un anno sei milioni di euro in multe. Cadeo, autovelox record: 542mila euro

16 Agosto 2022

I piacentini hanno pagato più di sei milioni di euro per le multe stradali nel 2021.
I dati emergono dal portale del ministero dell’Interno, dove sono stati pubblicati i rendiconti sui proventi delle violazioni del Codice della strada che, per legge, le amministrazioni locali sono obbligate a consegnare al governo entro il 31 maggio di ogni anno.
Come prevedibile, i maggiori “contribuenti” sono coloro che vivono nel Comune di Piacenza: 2 milioni 863 mila euro di multe, a cui si aggiungono ottomila euro per sanzioni da autovelox, conteggiate in un capitolo a parte. Totale: 2.871.000 euro.
Il secondo posto spetta all’Unione Valnure-Valchero, che riunisce Podenzano, Carpaneto, San Giorgio, Vigolzone e Gropparello: poco più di 800mila euro di sanzioni, dei quali oltre 635mila da autovelox.
Il primato delle multe per eccesso di velocità in un singolo Comune spetta, però, a Cadeo: zero proventi dalle generiche violazioni del Codice della strada, ben 542mila euro da autovelox. Decisamente alta la stessa voce anche per Fiorenzuola: 307mila euro, a cui si aggiungono oltre 343mila euro dalle altre multe, per un totale di 651mila euro.
Molto più disciplinati a Castel San Giovanni: nel 2021, le sanzioni hanno toccato i 212mila euro, 58mila dei quali per il superamento dei limiti di velocità.
Supera di poco il mezzo milione di euro, invece, l’introito dell’Unione Bassa Val Trebbia e Val Luretta (Calendasco, Gossolengo, Gragnano, Rivergaro e Rottofreno): 102mila euro dalle sanzioni “ordinarie”, quasi 400mila dagli autovelox, uno dei quali, in zona Gragnanino, era stato particolarmente contestato dagli automobilisti.
Tra gli altri dati, spiccano i 122mila euro da autovelox ad Alseno (su un totale di 134mila), i 41mila dell’Unione Alta Val d’Arda (Castell’Arquato, Lugagnano, Morfasso e Vernasca), i seimila di Corte Brugnatella e i cinquemila di Pontenure.
Alcuni dati mancano (Agazzano e Unione Bassa Val d’Arda), altri sono veramente minimi: 147 euro l’incasso di Pianello, 447 quello di Alta Val Tidone e 487 a Sarmato, tutti senza violazioni ai limiti di velocità.

LA CLASSIFICA NAZIONALE
È Milano la città d’Italia che ha registrato lo scorso anno i maggiori introiti grazie alle multe stradali.
Una battaglia, quella sulla trasparenza degli incassi degli enti locali derivanti dalle multe stradali e sulla loro destinazione, che ha visto impegnato Simone Baldelli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti.
Spulciando i dati relativi alle principali città si scopre che nel 2021 il Comune di Milano ha incassato un totale di 102,6 milioni di euro per sanzioni da violazione del codice della strada, di cui quasi 13 milioni solo grazie all’autovelox.
Seguono Roma con 94,1 milioni di introiti (4,6 milioni quelli legati all’autovelox) e Torino (41,5 milioni di cui 5 milioni con autovelox). I dati forniti dalle amministrazioni locali riservano poi sorprese: Napoli incassa appena 27mila euro all’anno dagli autovelox installati in città, mentre alcuni comuni (Bari, Perugia, Catanzaro e Campobasso) non registrano alcun introito dalle multe elevate tramite strumenti automatici di controllo della velocità.
Situazione molto diversa da quella di un piccolo comune delle Dolomiti con meno di 360 abitanti, Colle Santa Lucia (Belluno), che ha incassato grazie all’autovelox oltre 552mila euro in un anno, mentre il Comune di Melpignano (Lecce) ha guadagnato quasi 5 milioni di euro tramite dispositivi di controllo a distanza della velocità, oltre 2.300 a cittadino se rapportato al numero dei residenti (2.135 abitanti).

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