Circonvenzione inesistente, archiviata la posizione del legale e di due indagati

28 Agosto 2022

“La notizia di reato è infondata”. Con questa formula il gip Gianandrea Bussi ha archiviato la posizione dell’avvocato Alessandro Miglioli, che era stato indagato, in concorso con altri, per circonvenzione d’incapace ai danni dell’ex docente universitario Giovanni Negri, primo preside della facoltà di Giurisprudenza della Cattolica di Piacenza, morto nel novembre 2020 all’età di 80 anni. Il giudice ha accolto la richiesta del pubblico ministero Matteo Centini, secondo il quale “non si ritengono acquisiti elementi idonei a sostenere l’accusa” contro Miglioli, legale di Negri dal gennaio 2019.

L’avvocato – che è anche vicepresidente dell’Editoriale Libertà – era stato coinvolto nell’inchiesta giudiziaria con l’ipotesi di aver partecipato alla circonvenzione insieme ad Annalisa Belloni, moglie del giurista, (che resta indagata) approfittando dello stato d’infermità di quest’ultimo. Nel luglio 2020 Miglioli era stato sospeso in via cautelare per sei mesi dall’esercizio della professione forense. Provvedimento che venne revocato una decina di giorni dopo: infatti, il gip accolse le richieste della difesa dell’avvocato, che ha sempre respinto le contestazioni nella convinzione d’aver agito “in modo professionalmente ineccepibile”.

Caso chiuso anche per Gian Pietro Taina e Mario Poggi, indagati per favoreggiamento. Secondo l’iniziale tesi della Procura, avrebbero taciuto, in qualità di testimoni delle nozze tra Negri e Belloni, le reali condizioni psico-fisiche dell’ex docente universitario al momento del matrimonio. Anche per loro il gip ha accolto la richiesta di archiviazione del pm.

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