In municipio la giovane palestinese Amira Huraini. “Messaggio di pace”

07 Ottobre 2022

La presidente del consiglio comunale Paola Gazzolo e l’assessore alle pari opportunità Serena Groppelli hanno ricevuto ieri pomeriggio, in municipio, la fondatrice di Assopace Palestina Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento Europeo e la giovane palestinese Amira Huraini, esponente del gruppo Youth of Sumud, progetto di resistenza non violenta all’occupazione israeliana dei territori palestinesi. Ospiti della rete locale dell’associazione Donne in Nero – nell’occasione rappresentata dalla presidente Stefania Cherchi – hanno poi assistito in serata all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano alla proiezione del documentario “Sarura – The future is an unknown place” di Nicola Zambelli.

“Ogni opportunità per riaffermare l’impegno delle istituzioni a sostegno della pace, in difesa della libertà e dei diritti umani – hanno sottolineato Paola Gazzolo e Serena Groppelli – è importante. Così come è preziosa, e ci auguriamo che tanti concittadini vogliano coglierla, la possibilità di ascoltare la voce di chi da sempre è interprete di questi valori: da una parte una giovane donna, Amira, che proviene dal villaggio di Sarura e porta la sua testimonianza della resistenza non violenta in un drammatico contesto di conflitto; dall’altra l’onorevole Morgantini, che non solo aveva la delega, come vice presidente del Parlamento UE, alle Politiche europee per l’Africa e i diritti umani, ma ha fatto parte anche della Delegazione per le relazioni con il Consiglio legislativo palestinese, è tra le fondatrici delle rete internazionale delle Donne in nero contro la guerra e la violenza ed è tra le 1000 donne nel mondo che sono state candidate al Nobel per la Pace”.

“Questo incontro – hanno rimarcato la presidente Gazzolo e l’assessora Groppelli – è anche l’occasione per dire grazie all’associazione Donne in Nero, la cui sensibilità e passione civile ci richiamano da sempre alla necessità, al dovere morale e alla responsabilità di non restare indifferenti alla sofferenza di altri popoli, facendosi portatrici di un appello universale al rispetto, alla dignità e alla pace che le ha viste manifestare pochi giorni fa, a Piacenza, anche contro la violenza e gli abusi nei confronti di tutte le donne. Un messaggio di solidarietà che si estende dalla nostra città alla Palestina, sino alle oppressioni di regime in Iran e Afghanistan, per rivolgersi al cuore delle persone”.

La ventunenne palestinese Amira Huraini ha affermato: “La mia famiglia ha sempre lottato per l’affermazione dei diritti del popolo palestinese, e io sono orgogliosa di farne parte. E di continuare a lottare per la nostra terra e la nostra dignità. Anch’io, come tanti altri giovani, faccio parte di Youth of Sumud (“i giovani della perseveranza”), gruppo che organizza manifestazioni e forme non violente di resistenza all’occupazione israeliana e che cerca di restituire alla nostra gente le terre a loro sottratte. Stiamo ristrutturando, tra mille difficoltà, l’antico villaggio di grotte di Sarura un tempo abitato dalla popolazione locale e svolgiamo un’attività quotidiana di accompagnamento dei nostri bambini lungo la strada che porta all’unica scuola, cercando di evitare le aggressioni verbali a cui spesso sono sottoposti da parte dei coloni. Non vogliamo abbandonare la nostra terra e, per questo obiettivo, sfidiamo l’occupazione israeliana con l’educazione e la non violenza”. Luisa Morgantini, fondatrice di Assopace Palestina, ha aggiunto: “Gli accordi di Oslo del settembre 1993 hanno portato all’istituzione dell’Autorità Nazionale Palestinese, con il compito di autogovernare parte della Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Sono state istituite tre zone: la A a diretta amministrazione palestinese, la B a controllo civile palestinese e controllo israeliano per la sicurezza e la zona C a pieno controllo israeliano. Gli israeliani però sostanzialmente non rispettano tali accordi e mandano ovunque più coloni possibili. Se le cose non cambiano e non si creerà un movimento ampio e generale di lotta non violenta il processo di apartheid purtroppo arriverà a compimento”. L’incontro si è chiuso con le parole di Stefania Cherchi, presidente delle Donne in nero: “C’è un rapporto molto lungo tra Piacenza e la Palestina . A condividere con le donne palestinesi e israeliane le prime relazioni di pace è stata Giovanna Calciati, già a metà degli anni Ottanta. Poi tante persone e rappresentanti delle istituzioni hanno seguito il suo esempio. Purtroppo è da molto tempo che a Piacenza non ci si occupa di Palestina. Spero che l’incontro di oggi in Municipio e la proiezione del film “Sarura” all’Auditorium della Fondazione rappresentino il primo segnale di una ripresa di attenzione e solidarietà rispetto alla sofferenza e alla lotta del popolo palestinese”.

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