Sara e il mese in Brasile con la Cattolica tra i bimbi sperduti dell’Isola che c’è

28 Settembre 2023


Non ha scelto lei la destinazione. Alla fine di un percorso con l’Università Cattolica, aperto agli studenti di tutte le sedi e facoltà, le è stata “assegnata”, forse dagli esperti, forse dal destino. Ci hanno visto giusto: l’Amazzonia le ha dato ossigeno alla scatola del cuore e, rientrata a casa a Gragnano da qualche settimana, ancora ieri ha postato una storia su Instagram di quelle strade di terra rossa e una scritta: saudade.

Sara Franchini, 24 anni, sul curriculum si occupa di tutt’altro: si sta infatti per laureare al corso magistrale di diritto tributario in Cattolica e intanto svolge il praticantato per diventare commercialista. Non le bastava, lo aveva promesso al suo nonno, Pietro, lui che per passione si era spinto fino alle Galapagos o in auto da Gragnano a Capo Nord.

Sara, superata la prova della febbre alta del viaggiatore, ma anche un viaggio fatto di aerei e oltre venti ore di navigazione sul “barco” nel rio delle Amazzoni, si è messa in gioco a Parintins, tra i bimbi “sperduti” di un’Isola che c’è. Racconta con gli occhi lucidi di 10 figli per madre, di violenze sessuali, incesti, soprusi, ignoranza, assenza di lavoro e cocaina.

Il “polmone verde”, conferma, è a rischio: “Un mese prima del nostro arrivo c’era la foresta anche sull’isola, ma è scomparsa per colpa della deforestazione portata avanti da gruppi di persone capeggiati dalla mafia locale”.

Ora che Sara è tornata a Gragnano le resta un senso di colpa sociale: “Perché la nostra vita riprende il suo ritmo, ma quei bambini invece ti aspettano. Non voglio che questo progetto sia una parentesi ma una premessa”.

L’ARTICOLO DI ELISA MALACALZA SU LIBERTÀ

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