Fucilati per vendicare la morte del federale, rischiano lo “sfratto” dal cimitero

01 Maggio 2024 05:18

Francesco e Luigi Manfroni avevano 32 e 28 anni quando vennero fucilati al muro del cimitero urbano il 21 marzo 1945. Fucilati dai fascisti per vendicare la morte del federale di Piacenza Antonio Maccagni. Oggi da quello stesso cimitero rischiano lo “sfratto”.
La tomba dei fratelli Manfroni è infatti tra quelle che risultano con la concessione scaduta: i familiari, avvisati dall’ente gestore dei cimiteri di Piacenza, si sono rivolti all’Anpi anche perché la cifra per il rinnovo è abbastanza ingente.

“Ammonta a 4950 euro per l’esattezza – spiega Angelo Milani, che è il nipote dei due patrioti – Luigi e Francesco erano i fratelli di mia mamma. Lei raccontava che erano incarcerati e uno di loro aveva tentato la fuga al momento della fucilazione: è stato tutto vano, li hanno ammazzati con gli altri. Ho saputo la loro storia, il loro impegno da partigiani che ero un ragazzino, ma mi è sempre rimasto impresso”.

ALMENO CENTO TOMBE A RISCHIO

Oggi quella tomba è a rischio: non è la sola, proprio nei giorni scorsi infatti Libertà ha segnalato anche altre sepolture storicamente rilevanti con il cartellino della concessione scaduta. Al cimitero urbano i partigiani sepolti sono oltre un centinaio e la scadenza della concessione pesa come la mitologica “spada di Damocle” sulle loro tombe.

IL COMUNE DISPOSTO A SOSPENDERE LA RISCOSSIONE DELLA CONCESSIONE

“Il Comune potrebbe anche essere disponibile a sospendere la riscossione della concessione – abbozza l’assessore Matteo Bongiorni – ma c’è una questione di mantenimento e cura che resta scoperta: cosa fanno o potrebbero fare al riguardo le associazioni che rivendicano l’interesse su queste tombe?”.
Per trovare una risposta entro la metà di maggio il Comune convocherà l’Anpi ma anche le altre realtà associative che a vario titolo potrebbero essere chiamate in causa. “Non ci si può ricordare di queste sepolture solo intorno al 25 aprile: la manutenzione e la cura devono essere fatte tutto l’anno – avverte l’assessore – e proprio su questo punto bisognerà capire cosa intendano fare le associazioni”.

L’ARTICOLO DI ELISABETTA PARABOSCHI SU LIBERTA’

© Copyright 2024 Editoriale Libertà