Emiliana conserve verso la sostenibilità: dal 2022 solo energia da fonti rinnovabili

21 Luglio 2021

Sostenibilità: Emiliana Conserve ottiene il supporto di UniCredit per i progetti rivolti al “green”. L’annuncio è stato dato nella sede di Confapi Industria Piacenza dall’amministratore delegato dell’azienda e presidente di Unionalimentari Confapi Gian Mario Bosoni: presenti anche il presidente e il direttore di Confapi Industria Piacenza Giacomo Ponginibbi e Andrea Paparo e Bruno Capocaccia in rappresentanza di Gas Sales, che è l’azienda fornitrice dell’energia elettrica utilizzata da Emiliana Conserve.
In pratica Unicredit ha sottoscritto un prestito obbligazionario (Minibond) “sustainability linked” da 8 milioni di euro emesso da Emiliana Conserve: l’operazione, garantita da Sace, è finalizzata a supportare lo sviluppo dell’azienda, che ha anche uno stabilimento produttivo a San Polo oltre che quello di Busseto dove ha anche la propria sede principale, negli ambiti dell’internazionalizzazione e della sostenibilità.

“Ci siamo posti degli obiettivi – spiega Bosoni – l’azienda si impegna, a partire dal primo gennaio 2022, a utilizzare il 100 per cento sia di energia elettrica acquisita prodotta da fonti rinnovabili, sia di pomodoro lavorato proveniente da filiera sostenibile certificata che abbiamo denominato “Emiliana 5.0” e che include verifiche in ambito di gestione ambientale. Ci impegniamo anche a garantire la sicurezza degli operatori e ad assicurare buone pratiche agronomiche e di gestione sociale dell’azienda. Il raggiungimento dei risultati sarà monitorato attraverso il mantenimento di cinque certificazioni Iso: ISCC PLUS, 14001, 22005, SA 8000 e 26000. Il raggiungimento dei target prefissati sarà verificato e certificato da un soggetto terzo e indipendente”.
“Per noi è una grande soddisfazione – spiegano Ponginibbi e Paparo – siamo orgogliosi che una nostra realtà associata si mostri così attenta a livello di sostenibilità”.
Di fatto oggi Emiliana Conserve è diventata la più grande azienda privata del nord Italia nella produzione di derivati di pomodoro per marchi terzi con 2 stabilimenti produttivi e un fatturato di oltre 100 milioni di euro; attraverso Emiliana Agricola, l’azienda coltiva direttamente circa il 40 per cento di pomodoro trasformato.
“Emiliana Conserve ha fatto una scelta importante per l’ambiente e vale la pena ricordare che ha un costo che si è sobbarcata l’azienda – è il commento di Capocaccia – di fatto coi consumi di energia elettrica di Emiliana Conserve la transizione a quella prodotta da fonti rinnovabili significa abbattere le emissioni di 3500 tonnellate di CO2: lo stesso impatto sull’ambiente della dislocazione di una nuova foresta da 40 ettari circa, pari a 3600 campi di volley”.

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