Emiliana Conserve scrive al ministro: “Più controlli sulla filiera del pomodoro”

13 Maggio 2021

Gian Mario Bosoni, amministratore delegato di Emiliana Conserve (la più grande azienda privata del nord Italia nella produzione di derivati di pomodoro conto terzi con stabilimenti a Busseto e San Polo di Podenzano) ha scritto al ministero dell’Agricoltura invocando maggiori controlli sull’origine delle materie prime e dei prodotti semi-lavorati. “Esistono metodi attendibili al 100% per certificare l’autentica passata di pomodoro Made in Italy, ma ad oggi non vengono applicati. Non c’è nessun bisogno di elaborare nuove norme, basterebbe applicare quelle già in vigore, ma scarseggiano gli strumenti di controllo”, si legge nella missiva, firmata insieme a Giorgio Zubani (presidente di Unionalimentari-Confapi) e lettera rivolta ai vertici dell’Ispettorato centrale qualità e repressione frodi del ministero delle Politiche agricole e forestali.

Un tema che tocca da vicino produttori e trasformatori piacentini, ma anche i consumatori. “La filiera del pomodoro italiano – afferma Bosoni – potrà continuare a esistere in modo sostenibile solo se punta tutto sulla qualità, sia in termini di salubrità delle pratiche applicate in agricoltura, sia in termini di uso etico e responsabile dei semilavorati di pomodoro per l’ottenimento di prodotti finiti.

I CONSIGLI AI CONSUMATORI
Nell’attesa, i consumatori si possono difendere seguendo cinque semplici consigli: “Cercare in etichetta la dicitura “pomodoro coltivato in Italia” o, meglio ancora, il marchio QC della Regione Emilia Romagna, diffidare dai prezzi eccezionalmente bassi, informarsi sia sulla catena di supermercati sia sul produttore, fare attenzione ai prodotti più a rischio frode, come concentrati e passate (specie in confezioni che non lasciano vedere il contenuto) e controllare eventuali depositi biancastri sul fondo delle bottiglie in vetro”, mette in guardia Bosoni.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà