A Cop26 il giorno della finanza: 100 miliardi per la transizione ecologica

04 Novembre 2021

In breve:

  • Leonardo Di Caprio, giunto a Glasgow per la Conferenza, è stato accolto nervosamente da una donna contraria al fracking
  • Ribadito l’impegno alla creazione di un fondo da 100 miliardi di dollari per la transizione
  • La Gfanz, iniziativa che racchiude centinaia di importanti aziende mondiali, si impegna ad attuare un percorso di riduzione delle emissioni

Dopo le dichiarazioni d’intenti e il grande tema della deforestazione, a Glasgow è giunto il momento della finanza. Il tema del 3 novembre ha riguardato proprio i grandi fondi di investimento presenti alla Cop26, chiamati a mobilitare una grande quantità di risorse in grado di accompagnare i Paesi nella transizione ecologica. Prima di parlare di affari, però, il curioso episodio accaduto a Leonardo Di Caprio.

Di Caprio attaccato, ma solo a voce

Il premio Oscar Leonardo Di Caprio non ha voluto mancare all’appuntamento con la COP26, raggiungendo Glasgow nella terza giornata della Conferenza. L’attore, da anni attivo contro la lotta al cambiamento climatico, è stato accolto da grida di protesta da parte di una donna di origini aborigene australiane. La donna avrebbe chiesto in maniera decisamente accesa a Di Caprio cosa intende fare per contrastare il fenomeno del fracking nelle terre degli indigeni. Il fracking è una tecnica invasiva attraverso la quale è possibile ricavare petrolio e combustibili fossili attraverso la creazione di fratture nelle rocce. Dato che la perforazione avviene a profondità piuttosto elevate, la tecnica comporta pesanti conseguenze per le popolazioni che vivono nelle zone vicine al luogo delle operazioni.

La grande finanza conferma i propri impegni

Il grande tema per quanto riguarda la finanza è lo stesso che si conosceva già alla vigilia di Cop26. La creazione di un fondo che aiuti le economie in via di sviluppo ad accelerare il percorso di transizione a nuove tecnologie più sostenibili. La cifra si aggira sui 100 miliardi di dollari. Gli annunci da Glasgow parlano addirittura di 13mila miliardi di dollari, ma si tratta di un errore interpretativo.

Lo scorso aprile è stata lanciata la Gfanz, Glasgow financial alliance for net zero. Una sorta di cordata di aziende, imprese e fondi di investimento chiamati ad adottare linee guida basate su principi scientifici per azzerare le emissioni di carbonio alla metà del 2050. Stando all’ultimo resoconto, la Gfanz avrebbe raggiunto circa 450 aziende che, in totale, rappresentano 130mila miliardi di dollari di asset. Ciò non significa che vi siano 130mila dollari in liquidità pronti per essere spesi (come invece si potrebbe erroneamente comprendere d alcuni comunicati o titoli) ma soltanto che le aziende aderenti all’iniziativa, tutte insieme, hanno una capitalizzazione complessiva di 130mila miliardi.

La valigia verde (dal gusto discutibile) del ministro Sunak

Ogni giorno un nuovo tema. Quello di mercoledì 3 novembre è stato la finanza, ovvero come i grandi capitali della Terra possono essere impiegati in favore della transizione ecologica e il contrasto al cambiamento climatico. Il ministro delle finanze britannico (che gli esperti chiamano “Cancelliere dello scacchiere”), Rishi Sunak, si è presentato alla conferenza con una valigetta verde. A tema con il luogo, senza dubbio, ma comunque pur sempre stravagante. Sunak ha promesso che Londra diventerà la prima city finanziaria a zero emissioni sul pianeta, accogliendo con favore la grande disponibilità di risorse monetarie dispiegate specialmente dai privati. Sul Guardian però non mancano le polemiche: “Sumak è stato accusato di bloccare le misure green e si dice che si opponga ad un percorso per l’azzeramento delle emissioni all’interno del suo governo […] I suoi bilanci hanno contenuto poche misure in favore dell’ambiente e molti provvedimenti ad elevato impatto ambientale”.

Greta Thunberg ha in programma manifestazioni nel weekend

La celebre attivista Greta Thunberg ha indetto sui social manifestazioni per i prossimi giorni. Venerdì 5 novembre e sabato 6 novembre si terrà uno sciopero per il clima in partenza da Kelsingrove Park, a Glasgow. L’attivista accusa ancora una volta i potenti della Terra di usare il greenwashing e la bella retorica, senza però giungere ad obiettivi concreti. La Cop26 entra sempre più nel vivo.

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