Pro Piacenza, tensione tra soci e futuro incerto: “Da solo non vado avanti”

03 Maggio 2017

“Ad oggi non so ancora quale sarà il futuro del Pro Piacenza, ma ho le mani legate perché il consigliere Pietro Tacchini detiene il cinquanta per cento delle quote e non vuole lasciarle al sottoscritto, come promesso un anno fa. Se si parla di lavoro è un altro discorso, ma siamo nell’ambito calcistico: qui non si creano utili. Al signor Tacchini non darò un euro e se troverà una persona in grado di mandare avanti il Pro, cederò a lui le azioni gratuitamente. Io da solo non vado avanti. Avrei già trovato qualcuno che potrebbe sostenermi, ma la questione quote impedisce tutto quanto”.

Sono le parole di Alberto Burzoni, presidente della società rossonera che non ha usato mezzi termini nel corso della conferenza stampa indetta oggi, mercoledì 3 maggio, al centro congressi Galileo di Gariga. Per il momento, Pietro Tacchini, contattato dalla nostra redazione, preferisce non replicare.

“Il Pro – ha aggiunto – è una società pulita: la mia gestione è al riparo da debiti. Anzi dirò di più: sto ancora pagando le inadempienze lasciate da altri”.
Nel corso della conferenza fiume, si è parlato anche di scelta dell’allenatore: “Avevo tutti contro, ma ho avuto ragione. Addirittura l’allenatore in seconda remava contro e per questo è stato allontanato”.

Spazio anche per la ormai eterna querelle legata ai rapporti con il Piacenza calcio: “Quando andai a cena con il presidente onorario biancorosso Stefano Gatti avevo carta bianca da parte dei miei soci e trovammo l’accordo con i dirigenti biancorossi per dar vita ad una squadra unica. Io non avrei voluto alcuna carica. All’appuntamento successivo, quando avremmo dovuto chiudere, non si presentò nessuno. Se mi chiamasse per una sponsorizzazione a vantaggio del Piacenza in caso di stop del Pro tra i professionisti? Non lo escludo. Anzi, potrebbe essere una soluzione”.

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