L’ho assaggiato per voi: “Rosso della Casa Bianca” (Marengoni)

Di Giorgio Lambri 18 Dicembre 2020

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“Rosso della Casa Bianca”

I fratelli Marengoni (da Pontedellolio) rappresentano una virtuosa evoluzione piacentina della tradizione contadina nella produzione del vino. Le loro migliori bottiglie sono rustiche e muscolose ma al tempo stesso agili e perfino eleganti! La mia preferita si chiama “Rosso della Casa Bianca” ed è figlia di uve Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon e nelle ultime versioni anche Barbera e Croatina (in minima parte). Flavio e Lino ci tengono a precisare che questo vino viene prodotto solo nelle annate propizie, partendo da una macerazione di circa 15-20 giorni, cui segue l’affinamento in barriques di diversi passaggi per 36 mesi ed altri 6 mesi in bottiglia. Nel bicchiere di questo “bordolese della Valnure” un rosso rubino molto carico con sfumature violacee. Il naso è intenso, quasi spiazzante, ci sono prugna e mirtillo, note balsamiche ma anche pepe verde e cioccolato. L’assaggio ha bisogno di un po’ di tempo per far “respirare” il vino, dopo di che vi conquista per l’equilibrio tra colore e freschezza, il gusto pieno e persistente con tannini robusti eppure non invadenti. Il finale regala note fruttate, vegetali e speziate.
Un vino da provare assolutamente, come del resto almeno altre due produzioni della Cantina Marengoni: il Gutturnio Riserva Farosa (ottenuto da vigne piantate nel 1991, con affinamento in botti di rovere grandi per almeno 24 mesi, ma spesso si arriva anche a 36) e il Valnure Bianco frizzante (prodotto con questo nome sin dagli anni ’60 con Malvasia di Candia aromatica, Ortrugo e Trebbiano Romagnolo).

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