L’ho assaggiato per voi: Rosissima” (Azienda agricola Montesissa Emilio)

Di Giorgio Lambri 31 Gennaio 2021

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A quelli che vi raccontano che i rosè non sono né carne né pesce, che sono vini di serie B, c’è perfino qualche genio che mi ha scritto che li fanno mischiando il vino bianco e rosso, beh, fate un grosso pernacchio! E senza tanti francesismi rispondetegli che vi stanno dicendo una stupidaggine!
Poi fategli assaggiare “Rosissima” dell’Azienda agricola Montesissa Emilio! E’ un rosato frizzantino figlio del classico matrimonio piacentino tra Barbera e Bonarda.

Viene messo al mondo con la tecnica del salasso, che francamente conoscevo poco e che consiste sostanzialmente nel prelevare una certa quantità di mosto dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un vino rosso. La parte di mosto prelevato viene vinificata in bianco e quindi si otterrà un vino rosato.

Rosissima poi trascorre i mesi invernali in vasca d’acciaio sulle proprie fecce fini, viene imbottigliato in primavera senza alcuna filtrazione.

I primi caldi riattivano l’attività dei lieviti che portano a compimento la fermentazione trasformando gli zuccheri residui in anidride carbonica dando origine alle bollicine di questo vino, piacevoli e mai aggressive.

Detto di un colore rosa straordinariamente vivo nel bicchiere, colpisce subito il naso di lamponi e ciliegie, ottime credenziali poi confermate dal palato freschissimo, gradevolmente sapido e soprattutto impreziosito da questo lungo finale alla mandorla!

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