Uova e asparagi: nati per amarsi

Di Giorgio Lambri 13 Aprile 2021

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Aprile, tempo di asparagi, piacentini ça va sans dire. Con mille possibili ricette, ma un abbinamento in particolare che sotterra qualsiasi concorrenza, quello con l’uovo. Ho fedelmente riprodotto, piacentinizzandola, una ricetta dello chef Max Mariola. Si parte da acqua salata nella quale gli asparagi (esclusa la parte bianca) devono essere solo sbollentati affinchè non perdano il loro bel colore verde e restino croccanti. Poi uovo al tegamino cotto ovviamente nel burro, una cottura lenta a fuoco moderato, l’uovo non deve bruciare ma restare bel morbido. Alla fine va collocato sul piatto di portata dove sono già schierati gli asparagi. Ma non finisce qui. Nella stessa padella si cuoce ancora un po’ di burro, sempre a fuoco basso affiché non diventi color nocciola, che andrà messo sopra l’uovo e gli asparagi prima del tocco finale: una bella grattata di Grana Padano 30 mesi nostrano. E una spolverata di pepe nero. “What else?” direbbe George Clooney! In effetti, se ci fosse, un’ulteriore pioggia di tartufo (anche il nero delle nostre colline) non andrebbe male.
Nel Piacentino l’asparago è una realtà agricola emergente con numeri in costante crescita ed un incoraggiante gradimento da parte dei consumatori. I terreni della nostra pianura, a medio impatto, non troppo sabbiosi, sono naturalmente vocati a conferire ricchezza e sapore a questo prelibato ortaggio. Una qualità che dal 2009 è certificata da un marchio, quello del Consorzio di promozione e valorizzazione dell’asparago piacentino. Tra i fondatori, oltre a otto imprenditori agricoli, anche il comune di Pontenure (zona che vanta una considerevole promozione) la Provincia di Piacenza, la Camera di Commercio e l’Unione Commercianti. Con un occhio attento anche alla promozione grazie alla presenza a a molte fiere anche extraprovinciali e a una manifestazione, la Rassegna Gastronomica dell’Asparago, che da molti anni coinvolge ristoranti, trattorie agriturismi e luoghi di cultura del nostro territorio.

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