Tagli per i malati di Sla: “Renzi venga a trovarci”. La storia di Roberto

14 Settembre 2015 06:01

Roberto

L’assistenza domiciliare ai malati di Sla, senza risorse adeguate stanziate da Roma, è stata tolta alle famiglie a partire dal primo settembre. Una situazione che, a Piacenza, riguarda 40 persone.

Per qualcuno il taglio si traduce in una spesa aggiuntiva di duecento euro al mese, circa 2400 euro l’anno. Per altri, in uno stadio più grave, si arriva a duecento euro alla settimana, ottocento al mese, quasi 10mila euro l’anno. Per chi si trova ormai in grado di muovere solo i propri occhi, si possono sfiorare i centomila euro l’anno.

“Il premier Matteo Renzi, prima della passerella a Expo 2015 domani, potrebbe fermarsi a Piacenza e venire a guardare in faccia questi malati” invitano Daniela e Irene Girometta, tra le fondatrici nel 2010 di Aisla Piacenza.

Alla Sla è dedicata la Giornata nazionale in programma domenica 20 settembre: i volontari di Aisla Piacenza scenderanno in piazza Cavalli, al mattino, sotto i portici, per raccogliere fondi per la ricerca e l’assistenza dei malati: con un’offerta di 10 euro si potrà acquistare una bottiglia di vino Barbera d’Asti Doc o una confezione di taralli napoletani prodotti artigianalmente.

Anche Roberto Arisi, 57enne di Castelvetro al momento ricoverato a Cremona, combatte da sette anni contro la Sla. “Ci eravamo lasciati con quella bella manifestazione di “docce”, ci ritroviamo con Renzi che taglia i fondi per la Sla – ha detto Roberto -. C’era proprio bisogno di recuperare soldi dai malati? Dove andranno a finire questi soldi? Non è tanto la questione economica, quanto il fatto che si toglie ancora dignità alle persone malate”.
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