Parcheggio in Cittadella: ok in consiglio. L’opposizione lascia l’aula per protesta

31 Luglio 2023 15:33

Mezz’aula vuota in segno di protesta contro la pratica del parcheggio interrato in piazza Cittadella: “Siamo qui per fare l’interesse del Comune, così però non ci sono le condizioni per restare al momento del voto. Lasciamo la responsabilità alla maggioranza in solitudine” ha sentenziato Massimo Trespidi (civica Barbieri-Liberi). Dopodiché tutti gli esponenti di minoranza – centrodestra e ApP – hanno rimosso le schede di presenza, si sono alzati dai propri scranni e hanno lasciato l’emiciclo di palazzo Mercanti con le cartelle sotto braccio. “Salutiamo i consiglieri che escono…” ha osservato la presidente Paola Gazzolo. Ad anticipare l’abbandono dei lavori, qualche ora prima, sono state Sara Soresi e Gloria Zanardi di Fratelli d’Italia: “Noi consiglieri non abbiamo potuto esercitare il nostro potere di controllo – hanno affermato – a causa dello scarso tempo per esaminare la documentazione, carente tra l’altro di un riscontro dell’avvocatura comunale e di un parere aggiornato di Anac, l’autorità nazionale anticorruzione”.

Anche così, in un clima a dir poco incandescente, tra proteste e polemiche, il documento di riequilibro economico-finanziario per avviare il tanto atteso e discusso posteggio in piazza Cittadella è stato approvato in consiglio comunale con 19 voti favorevoli e l’astensione dei Liberali. All’esterno di palazzo Mercanti un gruppo di attivisti (tra cui Legambiente, ApP, Europa Verde e Rifondazione comunista) ha esposto uno striscione con la scritta “Giù le mani da Cittadella” e l’accusa alla giunta Tarasconi di portare avanti un progetto dannoso per le casse pubbliche e l’ambiente, mentre nell’emiciclo istituzionale la seduta si è aperta con la domanda di sospensione da parte di Fratelli d’Italia. Richiesta respinta. “Sono perplesso – ha ribattuto Boris Infantino (Pc Coraggiosa) – la documentazione è stata inviata nei termini previsti e il contratto è agli atti dal 2012″. Poi Soresi e Zanardi hanno sfoderato una maglia con la scritta “Pratica di fretta, decisione sospetta”, con un salvadanaio vicino al microfono come denuncia del prospettato aumento delle tariffe nelle strisce blu. “Presenteremo un’interrogazione per chiedere maggiori chiarimenti sull’iter” hanno annunciato.

Pronta la replica dell’assessore ai lavori pubblici Matteo Bongiorni: “Negli ultimi dieci mesi, l’amministrazione ha lavorato per trovare una soluzione a questo problema annoso, in seguito a una chiara volontà politica. Ci siamo attenuti agli atti, con la massima tutela del Comune. Non si può mettere in dubbio la correttezza e la professionalità degli interlocutori presenti al tavolo tecnico, durante un confronto che ha portato adesso a una soluzione per sbloccare l’opera. Saremo vigili e inflessibili con Gps”.

NUOVE CONDIZIONI – Va ricordato che la nuova revisione del piano economico-finanziario tra il Comune e la società Piacenza Parcheggi (oggi diventata Global parking solution) prevede costi di realizzazione più alti per il futuro parcheggio interrato di piazza Cittadella, per una spesa aggiuntiva di quasi 4,7 milioni di euro. E nel frattempo, a partire dal 1º gennaio 2024, un incremento della tariffa nelle strisce blu pari a 28 centesimi all’ora in più. L’accordo risalente al 2012, infatti, comprende la concessione al privato delle opere di progettazione, costruzione e gestione del posteggio pubblico da 250 posti (50 destinati alla vendita), ma anche l’attuale servizio di conduzione delle aree di sosta a pagamento e rimozione forzata dei veicoli. Due questioni amministrative che s’intersecano come “vasi comunicanti”.

La stima per la costruzione della maxi-opera passa da 10.062.396 euro calcolati in passato a 14.757.735 euro di oggi. Si ipotizza perciò la realizzazione del parcheggio interrato con un aumento dei costi di 4.695.338 euro, di cui 1.073.597 euro a carico di Gps e 3.621.741 euro nell’ambito del riequilibro con alcune concessioni del Comune all’investitore privato, come la proroga di quattro anni (fino alla fine del 2043) della gestione delle aree di sosta a pagamento, l’incremento della tariffa nelle strisce blu (anche a causa degli adeguamenti Istat) e la riduzione del canone annuo che la ditta deve versare all’ente pubblico: l’importo passa da 1,2 milioni a 660mila euro nel 2020 e 2021, 800mila euro nel 2022, 850mila euro nel 2023 e 2024, 900mila euro fino al 2039 e 1,1 milioni nei restanti quattro anni, cioè un mancato introito complessivo di 2,4 milioni per le casse di palazzo Mercanti. “A conti fatti comunque – ha precisato Bongiorni – i benefici dell’operazione restano positivi rispetto alle altre ipotesi di recesso o revoca”. E così dunque, nei piani dell’amministrazione Tarasconi, si rende sostenibile dal punto di vista economico l’infrastruttura che verrà realizzata in project financing.

“POSSIBILI RITARDI A CAUSA DEI REPERTI” – L’avvio del cantiere è ipotizzato tra la fine del 2023 e i primi mesi del 2024, con una durata prevista di diciotto mesi, senza però contare il ritrovamento di reperti archeologici durante gli scavi. “Il rischio c’è, ma la Soprintendenza ha autorizzato l’intervento – ha sottolineato l’assessore Bongiorni – si procederà a vista, certamente con possibili rinvii. Dal punto di vista economico, è già stato previsto un valore fino a 1,4 milioni per questi imprevisti, di cui un milione a carico del concessionario, cifra oltre alla quale sarà il Comune a dover intervenire per l’eventuale rimozione e la messa in sicurezza del materiale rinvenuto. Sul tema idraulico, invece, Ireti ha completato l’ispezione dei rivi urbani. Non risultano impedimenti dovuti a condotti attivi”.

IL DIBATTITO – L’ex sindaco Patrizia Barbieri, capogruppo della civica di centrodestra, ha espresso la propria contrarietà al percorso allestito dalla giunta Tarasconi: “Non è stato effettuato nessun controllo sulla solidità di Gps. Bisogna fare attenzione sull’interesse pubblico dell’opera, la delibera andrebbe inviata ad Anac prima di assumere una decisione politica. Il via libera del consiglio legittimerebbe il privato, ripensateci”. Sempre dai banchi dell’opposizione, Jonathan Papamarenghi (civica Barbieri-Liberi) ha incalzato di nuova la giunta Tarasconi sulle tempistiche ritenute scarse per permettere ai consiglieri di esaminare il faldone del nuovo quadro economico finanziario: “Perché questa fretta? Cosa cambia se questo atto viene approvato a settembre? Parliamo di un investimento che riguarderà un punto strategico della nostra città per i prossimi 25 anni. Per riqualificare la zona non è obbligatorio scavare in un’area piena di reperti a soli quindici metri sotto il suolo, con il rischio di sostenere spese straordinarie durante il cantiere. Il contratto con Gps, infatti, prevede una soglia massima a carico del privato in caso di imprevisti, dopodiché i costi passano al Comune. L’amministrazione – ha concluso Papamarenghi – è stata troppo accomodante con Gps. Quest’opera non sarà a costo zero come si dice, e ne sono un esempio l’incremento delle tariffe nelle strisce blu e la riduzione del canone versato a palazzo Mercanti”. Massimo Trespidi (civica Barbieri-Liberi) ha rincarato la dose: “Il problema lo ha creato l’ex sindaco Roberto Reggi, con la gara indetta per la realizzazione del parcheggio interrato. Perché il suo successore Paolo Dosi, nei cinque anni in cui ha amministrato, non ha dato il via al cantiere? Ci sarà un motivo per cui l’iter si è arenato. Una delibera di giunta non basta, l’Anac ha aperto un fascicolo su questa pratica. La fretta può essere cattiva consigliera”.

Anche secondo Luca Zandonella (Lega) “l’assenza del parere dell’avvocatura stupisce, la pratica è stata gestita in maniera scorretta. Inoltre votarla significa l’ennesimo aumento, in un solo anno di mandato, a carico dei piacentini: parcheggiare passerà da 1.05 a ben 1.50 euro all’ora”. Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) ha parlato di “una vicenda basata su dubbi, incertezze, luci e ombre. La domanda è sempre la stessa: perché questa fretta? Noi consiglieri, eletti dai cittadini, siamo stati trattati come l’ultima ruota del carro. Anche la consulta è stata ignorata. Mi pare strano che dal 2008, anno di approvazione del progetto eliminare, quest’opera pubblica sia giustificata con lo stesso interesse pubblico di realizzare nuovi posti auto, passati dalle prime ipotesi di un migliaio complessivi agli attuali 250. Se si vuole abbellire piazza Cittadella, sarebbe sufficiente pedonalizzarla, illuminarla e dotarla di arredi, e non costruire un posteggio interrato con pochi spazi di sosta che potrebbe comportare costi elevatissimi a causa della presenza di reperti archeologici sotto la superficie”. Rabuffi ha sollevato altre titubanze sul rapporto tra l’ente pubblico e Gps, in particolare sul canone annuale che l’azienda deve erogare per la gestione delle strisce blu: “Perché il Comune di Piacenza non ha contestato al concessionario il mancato versamento di una parte del corrispettivo negli scorsi anni, applicando le penali e le procedure di riscossione previste dalla legge? Siamo sicuri che non ci sia un danno erariale? Mi risulta che da cinque mesi sia depositato un esposto di terzi ad Anac per questioni legate agli appalti pubblici. L’assenza dell’avvocatura comunale nella delibera di piazza Cittadella, forse, non è un caso”.

Ad alzare gli scudi in maggioranza è stato anzitutto Salvatore Scafuto (Pd): “In questo Paese, chi si dà da fare rischia sempre. Piazza Cittadella è il simbolo dell’immobilismo, un rettangolo di città disordinato e senza identità. Non realizzare il parcheggio interrato o proporre la risoluzione contrattuale con Gps non erano ipotesi vantaggiose, anche a fronte di eventuali contenziosi, perciò l’amministrazione ha proceduto con il riequilibrio economico-finanziario dell’opera. Piacenza aspetta da troppo tempo. È inaccettabile che a pochi metri da palazzo Farnese ci sia un rudere fatiscente, l’ex biglietteria degli autobus, da abbattere il prima possibile”. E il capogruppo dem Andrea Fossati ha criticato la non partecipazione al voto dell’opposizione, che “non rende giustizia all’assessore Bongiorni che ha messo a disposizione una spiegazione ampia e approfondita”. Poi uno sguardo alla pratica di piazza Cittadella, “affrontata con coraggio” dalla giunta Tarasconi: “Rinunciare al cantiere comporterebbe la perdita del contributo statale garantito dal Bando periferie, l’abbandono della zona in uno stato di degrado e l’improvviso azzeramento della gestione delle strisce blu in città”. Posizione condivisa dalla capogruppo della civica di centrosinistra Per Piacenza, Claudia Gnocchi: “Finalmente l’amministrazione affronta questa partita”. Un momento consiliare ritenuto “epocale” da Stefano Perrucci (Pd) perché “la politica ha l’obbligo di esercitare determinate scelte, chi non lo fa viene penalizzato dagli elettori, come Dosi e Barbieri, mentre questa maggioranza si appresta a sbloccare una situazione che si protrae da oltre dieci anni. È surreale – ha commentato l’esponente dem – sentir parlare di fretta”. E la collega di partito Paola De Micheli ha rivendicato la volontà di “investire sullo sviluppo di Piacenza attraverso un cantiere essenziale, che è frutto di un percorso politico portato avanti con trasparenza. La solidità del concessionario sarà verificata anche dalle banche che dovranno accordare l’iter finanziario, mentre i lavori proseguiranno anche in caso di ritrovamento dei reperti grazie ai protocolli della Soprintendenza”. Per Tiziana Albasi (Pd) “è una scelta politica alla luce di un iter che vede impegnata la giunta dallo scorso dicembre per riqualificare l’intero comparto urbano”. Parole di orgoglio da parte di Gianluca Ceccarelli (Pc Oltre): “Diamo una risposta chiara e concreta per soddisfare le nuove esigenze dei cittadini e per cambiare volto a Piacenza, perché siamo l’amministrazione del fare”.

Filiberto Putzu (Liberali) ha proposto “la realizzazione di nuovo parcheggio, ma in parte a cielo aperto come naturale collegamento con piazza Cavalli, vista una risistemazione di via Cittadella”.

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