Quei giovedì tra musica e buon cibo, al “rifugio” dei cantanti lirici

25 Gennaio 2024 02:30

Monsignor Ersilio Tonini, nato a San Giorgio Piacentino, diceva che certe trattorie sono beni universali perché diventano luoghi dell’amicizia e della condivisione. Non c’è niente di più piacevole di un ritrovo tra amici attorno a un tavolo. Il buon cibo, l’ebbrezza di un bicchiere di vino e la musica. In una serata di nebbia padana, è possibile scorgere un faro, una luce accesa che invita alla buona compagnia. Il Rifugio di Piacenza è davvero un luogo che preserva dallo stress del mondo moderno. Proprio in quel circolo, il giovedì sera, Corrado Casati, direttore del Coro del Teatro Municipale, invita il suo gruppo di coristi, in larga parte cinesi, coreani e giapponesi che studiano canto al Conservatorio Nicolini, per cenare e per cantare.

Nei giorni scorsi, ai ragazzi, accompagnati al pianoforte da Casati, si è aggiunto lo storico tenore piacentino Gianni Zucca. Ad applaudirli c’era anche James Ivory, il regista americano e premio Oscar amante dell’opera, che ha filmato i giovani cantanti con il suo smartphone, passando dal “Brindisi” della Traviata di Giuseppe Verdi al delicato “O mio babbino caro” dal Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, autore spesso utilizzato da Ivory nei suoi capolavori cinematografici.
Il programma, come il piatto, era molto ricco e ha coinvolto tutti i commensali – tra i quali Diego Maj, direttore artistico di Teatro Gioco Vita, in prima linea a dirigere il coro – offrendo parentesi che hanno visto anche il gallerista Maurizio Sesenna nel ruolo di chansonnier, alle prese con la canzone napoletana e francese, ed il pianista Salvatore Vanella, che si è esibito anche a quattro mani con Casati facendo esplodere di sonorità un pianoforte bianco verticale. Non poteva mancare il “Va, pensiero” dal Nabucco verdiano, ma tra le numerose arie e duetti è arrivato l’immancabile “Minestrone”, un goliardico mix di fraseggi operistici e brani popolari con qualche parola spinta che strappa le risate.

IL SERVIZIO DI ELEONORA BAGAROTTI

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